Vuoi lasciare Tim? Spunta il bonus da rimborsare

TIM BONUS

Caro Salvagente, sono alle prese con una disdetta linea Adsl che Tim non sembra voler accettare, richiedendo il pagamento per un fantomatico “bonus fedeltà” attivato secondo loro il giugno 2020 nella ditta dove lavoro (pieno periodo di pandemia)
Questo bonus, per il quale chiedono circa 150€, sarebbe stato attivato – dicono – via telefono, cosa alla quale non credo. Su nostra richiesta via Pec di avere copia del contratto firmato oppure la registrazione della telefonata, la risposta – sempre via mail ordinaria – sostiene di averci inviato copia del contratto verso la fine del mese di giugno 2020 ma per mail ordinaria (abbiamo i backup annuali e non c’è traccia di una loro mail in tutto in quel periodo)…

Aggiungono che noi non abbiamo mai mandato nessun reclamo per questo servizio e quindi in sostanza la morale è “zitti e pagate” altrimenti siamo costretti a staccarvi il servizio (che non abbiamo più da agosto 2020). Cosa possiamo fare per toglierci da questa situazione di stallo dove TIM si comporta in questa maniera con una azienda che le è stata fedele per più di 40 anni alla faccia del bonus fedeltà?

Patrizio Conz

Caro Patrizio, la riconoscenza non è di questo mondo, e certamente lo è ancora meno nel settore della telefonia; la scarsa trasparenza viene riservata a tutti, indistintamente.

Vediamo cosa ci ha risposto Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione Konsumer Italia, dopo aver studiato la sua vicenda.

Nello specifico  direi che è fondamentale che il lettore abbia copia, cartacea o su supporto digitale, di questa presunta richiesta fatta.

Se può essere consolatorio, ma non credo, questo non è l’unico caso di tale natura. Infatti, in svariate situazioni, si è riscontrato che Tim, in genere per telefono,  propone al cliente uno sconto sulle prossime fatture perché si è stati, per diversi anni, fedeli clienti Tim. In genere, l’adesione avviene senza alcuna necessaria formalità, perché è sufficiente un semplice si alla proposta, e si procede con il bonus, che prevede un costo di attivazione che però verrà compensato dallo sconto…

È evidente che molti  accettano, fidandosi delle scarse informazioni fornite dall’operatore, che omette più o meno scientemente, di aggiungere che viene creato un vincolo per l’utente, di ben 48 mesi. Il malcapitato se ne accorgerà solo al momento di chiudere la linea telefonica.

È evidente che non solo al cliente non sono state fornite le informazioni necessarie per poter decidere in piena consapevolezza se attivare o meno quella promozione, ma nessun documento è stato mai fornito a supporto di quanto avrebbe sottoscritto.

Stando così le cose, considerando anche che Tim ha continuato a non fornire un riscontro certo alle richieste fatte dal cliente, è consigliabile avviare un tentativo di conciliazione, richiedendo sempre la copia di questa presunta richiesta di bonus, copia che molto probabilmente non verrà esibita perché inesistente e quindi contestualmente disconoscere questi addebiti richiedendo l’annullamento delle somme richieste dal gestore.

E non solo, come giustamente sostiene il sig. Conz, per non aver mai richiesto il bonus in questione ma anche perché non avendo mai ricevuto un contratto o una registrazione telefonica, anche se avesse in qualche modo accettato l’offerta, non è mai stato avvisato dei costi in caso di recesso anticipato.