Cannabis e coltivazione domestica: nuova proposta di legge alla Camera

CANNABIS

La Commissione Giustizia della Camera ieri ha adottato il Ddl Perantoni, un testo base per la modifica dell’articolo 73 del Testo unico stupefacenti. A favore del Disegno di legge hanno votato a  favore del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali, Gruppo Misto e +Europa. Si è astenuta Italia Viva, hanno votato contro Fratelli D’Italia, Lega, Coraggio Italia e Forza Italia. Unico dissidente di quest’ultimo Partito, il Deputato Elio Vito (FI) che si è espresso a favore della proposta Perantoni.

“Finalmente! È un piccolo passo in avanti, arrivato dopo mesi di ‘prudenza'” ha dichiarato Antonella Soldo, coordinatrice di Meglio Legale, la campagna che negli ultimi mesi ha acceso i riflettori sulle necessità del paese portando la questione della coltivazione domestica di cannabis all’attenzione del Parlamento.  “La proposta in Commissione era un primo passo – continua la Soldo – i consumatori, i produttori e i pazienti chiedono una svolta: con Meglio Legale e le associazioni coinvolte continueremo non solo a sollecitare l’attività parlamentare ma anche a utilizzare tutti gli strumenti democratici a disposizione.”.

Dal punto di vista dell’iter parlamentare, ora si apre ora una fase emendativa dove i partiti avranno l’opportunità di apportare modifiche migliorative alla proposta, gli emendamenti verranno poi discussi e successivamente votati dalla Commissione. Questi lavori però, denuncia la campagna Meglio Legale, rischiano di rallentare molto l’iter che condurrà la proposta alla Camera.

Il testo unificato, proposto dal presidente della Commissione Giustizia, unisce le proposte sulla legalizzazione della coltivazione domestica avanzate negli scorsi mesi dai Parlamentari Riccardo Magi (+Europa) e Caterina Licatini (M5S), a favore della coltivazione, con quella contraria di Riccardo Molinari (Lega). 

La proposta Perantoni introdurrebbe la possibilità di coltivare fino a 4 piantine di cannabis, inserirebbe la fattispecie di lieve entità per i casi meno gravi, toglierebbe la sanzione amministrativa (nessun ritiro della patente per i consumatori) e, nel caso sia una persona tossicodipendente a commettere il reato di produzione o spaccio, non punirebbe la condotta con il carcere ma con lavori socialmente utili. Inoltre, la proposta aumenterebbe le pene in alcuni casi come l’associazione a delinquere, lo spaccio nei confronti di minorenni e nei casi in cui il reato sia commesso da un ente autorizzato a coltivare.