Green pass: cosa prevedono le nuove regole appena varate

A partire da oggi solo chi è vaccinato contro il Covid o ne è guarito potrà avere accesso ai luoghi più affollati. Con il decreto che il governo ha approvato ieri, 5 agosto, servirà il Green pass per l’accesso a molti servizi.

Il pass servirà da oggi 6 agosto agli over 12 in zona bianca per l’accesso a eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatri, cinema, concerti, concorsi pubblici. Ma anche per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti (non sarà invece necessario per consumare al bancone e neppure all’aperto). E in piscine, palestre, sport di squadra, centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso. Il green pass, che già è necessario per partecipare a feste di nozze, visitare parenti nelle residenze per anziani e accedere alle sale d’attesa dei pronto soccorso consente anche di entrare nei reparti ospedalieri per far visita ai familiari ricoverati. Non riaprono i battenti invece le discoteche, né all’aperto né al chiuso.

Come si ottiene il pass

La certificazione verde è rilasciata non solo alla persona che è stata vaccinata contro il Covid ma anche a chi ha ottenuto un risultato negativo al test molecolare/antigenico o è guarita dal Covid. La durata della certificazione verde in caso di guarigione è di sei mesi a far data dall’avvenuta guarigione dal Covid. In caso di tampone negativo, il certificato ha una validità di quarantotto ore dall’esecuzione del test. Il green pass dura nove mesi dopo aver completato con la seconda dose il ciclo vaccinale. Il pass viene comunque rilasciato già dopo la prima dosa (nel caso di vaccino che prevede la doppia iniezione) ma in questo caso avrà validità fino alla data prevista per il richiamo.

I minori di 12 anni (e chi non può ricevere il vaccino)

Il green pass non sarà richiesto ai minori di 12 anni che quindi potranno avere accesso a tutte le attività senza dover espletare alcuna formalità. Nella stessa condizione anche chi non può ricevere il vaccino: in questo caso però, è prevista la certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 che viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la rendano “controindicata” in maniera permanente o temporanea.

Tamponi a prezzi calmierati

Chi, invece, rifiuta la vaccinazione e non ha contratto il virus in precedenza, per ottenere il green pass dovrà necessariamente esibire un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. In questo caso, il decreto ha previsto, grazie ad un accordo con tutte le organizzazioni di rappresentanza dei farmacisti italiani, che il tampone rapido eseguito Inn farmacia costerà 8 euro nella fascia dai 12 ai 18 anni e 15 euro per la fascia sopra i 18 anni.

Chi controlla

L’effettivo possesso della certificazione verrà eseguito dai titolari o i gestori dei servizi e delle attività per i quali è introdotto l’obbligo del green pass. L’autenticità dello sarà verificata attraverso l’App del ministero della Salute «Verifica C-19». Chi verifica dovrebbe anche richiedere un documento d’identità visto che nel green pass c’è il nome e il cognome oltre a Qr code e data di vaccinazione o del tampone ma la Fipe-Confcommercio ha già fatto sapere che i titolari non sono disposti al controllo dei documenti: “La responsabilità dell’uso improprio del green pass – spiega Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio – non può ricadere sulle imprese ed è per questo che fin dall’inizio abbiamo sostenuto la procedura dell’autocertificazione che è stata alla base di tutte le norme varate nei momenti più complicati della pandemia. Occorre immediatamente mettere mano al decreto legge per correggere una distorsione che le imprese faranno fatica ad applicare”.

In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente.Con sconto del 30% se si paga entro 5 giorni. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Come si scarica la certificazione

La Certificazione verde COVID-19 per vaccinazione viene generata automaticamente dalla Piattaforma nazionale-DGC ed è valida dal 15° giorno successivo alla prima dose di vaccino fino alla data della seconda dose. La Certificazione “definitiva” dopo la seconda dose viene rilasciata entro 24/48 ore dalla seconda somministrazione ed è valida per 9 mesi. La piattaforma nazionale, dopo che si è generato il Green Pass, invia il codice authcode per scaricarlo ai recapiti mail personali o tramite sms. Il codice, con i dati presenti sulla Tessera Sanitaria, dà la possibilità di ottenere la Certificazione tramite il sito www.dgc.gov.it o su app Immuni. In alternativa, se si è in possesso di Spid o Carta d’Identità Elettronica (CIE) è possibile utilizzare l’applicazione IO. Oppure si può accedere al fascicolo sanitario elettronico regionale. Dal 30 luglio, in caso di mancato arrivo di sms o email, sul sito www.dgc.gov.it è possibile recuperare in autonomia il codice authcode e poi scaricare il green pass dallo stesso sito con Tessera Sanitaria o da App Immuni.

Scuola e trasporti: rimandati a settembre

Il 1° settembre il green pass sarà obbligatorio nei mezzi di trasporto a lunga percorrenza (navi, aerei e treni). A partire dalla stessa data sarà anche obbligatorio per gli studenti universitari e per il personale scolastico (sia docente che amministrativo). Resta fortemente consigliato per gli studenti nella fascia 12-19 anni ma non c’è nessun obbligo.

Dove non è previsto il green pass (e alcune contraddizioni)

Non bisogna esibire nessun documento in negozi, farmacie, supermercati ma anche nei bar e ristoranti all’aperto, dove si potrà pranzare o cenare liberamente, rispettando comunque il metro di distanziamento a tavola. Niente pass nelle chiese. E neppure nelle piscine all’aperto. Nessun obbligo di green pass se ristoranti e bar degli alberghi sono esclusivamente a disposizione dei clienti. Una disposizione che ha sollevato qualche perplessità dal momento, dato che la certificazione è prevista per cenare o pranzare nei ristoranti al chiuso non degli alberghi. Così come non è previsto alcun obbligo per il personale che lavora nelle strutture ricettive: il cameriere, ad esempio, non è obbligato ad avere il green pass mentre lo è il cliente (se cena al chiuso).

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