Eni mi ha inviato le spese di cessazione a una mail sbagliata. Debbo pagare?

SPESE CESSAZIONE

Sono stato contattato da una società di recupero crediti a cui Eni ha dato mandato di esigere  una fattura del 2015 di 36,60 euro non pagata. In pratica mi trasferii cambiando residenza e dopo la chiusura del contatore hanno emesso questa fattura per “Spese Tecniche Cessazione”. Tralasciando il fatto che la fattura in questione non l’ho mai ricevuta perché l’hanno inviata a un indirizzo mail errato, essendo stata emessa il 27/10/2015 con scadenza 18/11/2015, è da considerare prescritta?

Antonio Tresa

Caro Antonio, come sempre facciamo in questi casi abbiamo chiamato in causa Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione dei consumatori Konsumer Italia. Ecco quanto ci ha risposto.

Il costo addebitato al nostro lettore si riferisce  ai costi tecnici di chiusura del gruppo di misura.

Il fatto che siano stati emessi successivamente all’emissione della fattura di chiusura del contratto, rientra in una specie di normalità ma il problema è che la fattura con la quale venivano richiesti è stata inviata a un indirizzo mail errato e quindi non è mai stata ricevuta dal diretto interessato.

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Il sig. Antonio  viene a conoscenza di tale fattura, solo nel momento in cui è contattato da un recupero crediti che ne richiede il pagamento.

In questo caso, può sollevarsi l’obiezione della prescrizione specificando che una eventuale interruzione della prescrizione non si è perfezionata nei confronti del destinatario il quale, non ha mai ricevuto la fattura e magari precedenti solleciti, perché inviata ad indirizzo mail errato.

Il sig. Tresa, può quindi avanzare questa anomalia nei confronti della società di recupero crediti che molto probabilmente, neanche conosce quello che c’è alle spalle dei crediti acquistati  ma che comunque, al momento è il soggetto a cui rivolgersi.

Starà poi, eventualmente, al recupero crediti, verificare con il fornitore coinvolto e dal quale ha acquistato il credito, tale situazione