Miele falso, gli apicoltori Usa fanno causa agli importatori dalla Cina

L’invasione di miele contraffatto dall’estremo Oriente, soprattutto dalla Cina, sta creando seri problemi agli apicoltori americani, tanto da spingerli a muovere una causa legale per “evitare il collasso finanziario”. Una questione tutt’altro che lontana dall’Italia, dove il problema è stato sollevato da Cia-Agricoltori. A riportare la notizia che arriva dagli Usa è il Guardian, secondo cui “Migliaia di apicoltori commerciali negli Stati Uniti hanno intrapreso azioni legali contro i maggiori importatori e confezionatori di miele del paese per aver presumibilmente inondato il mercato con centinaia di migliaia di tonnellate di miele contraffatto”. La causa collettiva mira a ripulire gli scaffali dei supermercati dal miele falso in barattoli e chiede milioni di dollari di risarcimento per la perdita di vendite e profitti negli ultimi dieci anni.

Il caso Usa

Il caso è stato presentato in California per conto degli apicoltori da Kelvin Adee, proprietario di Adee Honey Farms, il più grande apicoltore commerciale degli Stati Uniti; Henry’s Bullfrog Bees, con sede a Winters, California; e Golden Prairie Honey Farms, un’organizzazione senza scopo di lucro del Kansas. Puntano il dito contro gli importatori di miele Sunland Trading e Lamex Food e gli imballatori di miele Barkman Honey e Dutch Gold Honey. L’accusa è di cospirazione per frodare il mercato statunitense del miele, insieme a True Source Honey, un’organizzazione creata dagli importatori e dagli imballatori per gestire un Sistema di certificazione che secondo gli apicoltori spaccia per autentico il miele falso. Sotto accusa anche Intertek Testing Services, nel cui laboratorio viene testato il miele, e gli auditor del sistema di certificazione NSF International che sarebbero colpevoli di collusione nel crimine da un milione di dollari utilizzando e approvando metodi obsoleti per rilevare il miele falso.  Prima di questo passo, gruppi e organizzazioni di apicoltori avevano fatto appello alla Food and Drug Administration degli Stati Uniti, al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e ad altre agenzie, hanno organizzato e formato gruppi industriali per aiutare ad affrontare il problema. Senza ottenere una risposta adeguata alla loro richiesta.

Le forme più diffuse di frode

“La frode del miele può assumere molte forme – scrive il Guardian – dalla raccolta del miele dagli alveari prima che sia maturato e dall’essiccarlo artificialmente, all’aggiunta di zuccheri e sciroppi economici. Vari test possono rilevare la presenza di alcuni zuccheri aggiunti, ma quelli di riso, grano, barbabietola da zucchero, manioca e patate possono eludere i metodi di analisi tradizionali”. Il mercato globale del miele è cresciuto da 1,5 milioni di tonnellate prodotte ogni anno nel 2007 a oltre 1,9 milioni nel 2019 e vale circa  7 miliardi di dollari. Ma nello stesso periodo, secondo il Honey Authenticity Project con sede in Messico, i prezzi del miele all’ingrosso sono scesi negli Stati Uniti da 3.500 dollari 2.500 a tonnellata, abbassati dai prezzi bassi del miele asiatico che si aggira sui 1.750 dollari per una tonnellata. Quello asiatico rappresenta un terzo delle esportazioni di miele nel mondo. Gli Stati Uniti importano 197.000 tonnellate di miele all’anno, di cui quasi la metà dall’Asia.

Anche l’Europa in difficoltà per le importazioni

Ma la questione è calda anche in Europa. Nel febbraio 2020, un report del sindacato agricolo europeo Copa-Cogeca, scriveva: “Il prezzo del miele dei principali paesi d’importazione è sempre più basso. Dal 2013, l’UE importa dalla Cina in media 80.000 tonnellate di miele all’anno a prezzi che variano tra 1,30€/kg e 1,64€/kg, scesi ulteriormente a 1,24€/kg nel 2019. Dal 2012, l’UE importa dall’Ucraina tra le 20.000 e le 50.000 tonnellate di miele all’anno a prezzi compresi tra 1,69€/kg e 2,16€/kg. Negli ultimi 3 anni, l’UE ha importato in media dall’Argentina 25.000 tonnellate all’anno di miele a meno di 2,35€/kg. Dal 2013, l’Ue importa dal Messico in media 22.000 tonnellate all’anno di miele con prezzi che variano tra 2,53€/kg e 3,24€/kg”. Nello stesso periodo, nonostante la produzione sia diminuita, il prezzo del miele europeo, anche di quello italiano, ha continuato a scendere, mentre i costi medi di produzione in Unione europea ammontano a 3,90€/kg , di gran lunga superiori ai costi di produzione del miele da importazione.

“Venduto più miele di quanto le api possano produrre”

In generale, tra il 2007 e il 2019, c’è stato un aumento del 128% delle esportazioni di miele asiatico in tutto il mondo, anche se il numero di alveari è aumentato solo leggermente e le rese di miele sono diminuite a causa delle minacce alle api da pesticidi, cattiva alimentazione e acari parassiti. “Ogni anno viene venduto più miele di quanto le popolazioni di api esistenti siano in grado di produrre e da alcuni paesi che non hanno nemmeno il clima o le risorse floreali per produrre grandi volumi di miele”, ha detto al Guardian Arturo Carrillo, coordinatore del Honey Authenticity Project , che stima che circa un terzo delle importazioni mondiali di miele potrebbe essere contraffatto.

L’allarme anche dall’Italia

La scorsa estate la Cia-Agricolori italiani aveva lanciato l’allarme, secondo cui il miele che arriva dalla Cina a prezzi di importazione molto bassi (1,24€/kg),  include spesso “miele senza api”: “Il nettare delle api è al terzo posto tra i dieci alimenti maggiormente a rischio frode alimentare, che viene effettuata con l’aggiunta di sciroppo di zuccero e con metodologie di produzione non conformi alle norme europee, in cui l’uomo, fuori dall’alveare si sostituisce alle apl nella reaalizzazione del laborioso processo di marturazione del miele”.