Olio, Coldiretti: cresce import straniero e a pagare è il consumatore

OLIO COLDIRETTI

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In un momento storico di crisi come questo “si fa pagare di più ai consumatori un prodotto che invece può valere fino alla metà del prezzo indicato visto che ha una qualità inferiore”. È il commento di Coldiretti ai risultati del nostro test pubblicati nel numero in edicola dove 7 miscele di olio comunitario su 15 sono risultati alla prova del panel test, condotto dal Laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli di Roma, semplici vergini invece che extravergini come dichiarato in etichetta.

“La pandemia – ricorda in una nota Coldirettinon ferma l’invasione di olio straniero in Italia con gli arrivi in crescita del 5% nell’ultimo anno che hanno superato le 700 milioni di bottiglie su scaffali di supermercati, negozi e discount con allarme sulla qualità del prodotto portato in tavola dagli italiani. In pratica – prosegue Coldiretti – si fa pagare di più ai consumatori un prodotto che invece può valere fino alla metà del prezzo indicato visto che ha una qualità inferiore in un momento storico in cui i consumi delle famiglie italiane di olio d’oliva sono in crescita del +9,5% secondo l’’Osservatorio Immagino sull’onda del successo della Dieta Mediterranea proclamata patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco”.

“Per aiutare il paese a sanare le ferite economiche senza precedenti inferte dall’emergenza Covid serve responsabilità con un patto etico di filiera che – conclude la Coldiretti – garantisca una adeguata remunerazione dei prodotti agricoli e punti a privilegiare nella distribuzione il Made in Italy a tutela dell’economia, dell’occupazione e del territorio come sostenuto dalla campagna Coldiretti #mangiaitaliano”.

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