Alert sul vino, meno soldi alla carne: retromarcia sul piano Ue per la salute

Carne

“Plaudiamo alle rassicurazioni fornite oggi dal vicepresidente dell’esecutivo comunitario Margaritis Schinas, secondo cui ‘l’Unione Europea non ha alcuna intenzione di proibire il vino, né di etichettarlo come una sostanza tossica’”. Lo sottolineano le organizzazioni della filiera vitivinicola di ConfagricolturaCia-Agricoltori ItalianiAlleanza delle Cooperative AgroalimentariCopagriUnione Italiana ViniFederviniFederdoc e Assoenologi a proposito dei contenuti della bozza di comunicazione della Commissione UE “Europe’s Beating Cancer Plan” che sarà approvata in vista della Giornata Mondiale contro il cancro e che prevede, fra l’altro, l’introduzione di etichette di natura allarmistica sui prodotti alcolici. “Nel documento della Commissione UE si parte da un assunto erroneo, ovvero che qualsiasi consumo di alcol sia dannoso, senza tenere conto della quantità consumata o delle condizioni in cui si realizza il consumo” spiegano le associazioni, che manifestano anche la propria perplessità per il quadro di incertezza che oggi si profila nelle politiche di promozione dei prodotti agricoli.

Il 3 febbraio la Commissione europea ha presentato “Europe’s Beating Cancer Plan in the EU”, un maxi programma che nell’arco di du decenni dovrebbe contribuire a ridurre drasticamente il numero di tumori nel vecchio continente. E secondo Bruxelles, il 40 per cento dei tumori in Europa possono essere prevenuti agendo su questioni come fumo, alcol, alimentazione, attività fisica, inquinamento clima, contatto con sostanze cancerogene e radioattive.

I claim salutistici

Repubblica, che ha potuto visionare il testo del piano in anteprima, spiega che tra le misure c’è l’obiettivo di far scendere al 5 per cento della popolazione il tasso di fumatori in Europa entro il 2040, attraverso tassazione e nuove regole per sigarette elettroniche e senza combustione, e di ridurre l’eccessivo consumo di alcol del 10 per cento entro il 2025 tra l’altro imponendo etichette obbligatorie sulle bottiglie con i rischi per la salute. Partiranno campagne mediatiche e social per proteggere i giovani dal consumo di alcolici. E, scrive Repubblica genericamente, “Ci saranno anche regole contro il cibo spazzatura, con limitazione al marketing, nuovi più stringenti limiti alle sostanze cancerogene negli alimenti e lotta all’obesità”.

Coldiretti: colpo al made in Italy

Coldiretti aveva protestato, prima della marcia indietro da Bruxelles, “le misure della Commissione Ue nell’ambito dell’attività di prevenzione del Piano riguardano tra l’altro la proposta di introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche prima del 2023 ma anche la volontà di eliminare dai programmi di promozione i prodotti agroalimentari, come specificatamente le carni rosse e quelle trasformate, che vengono associati ai rischi di tumore”.  Secondo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, che ha inviato una lettera al commissario europeo per gli Affari economici Paolo Gentiloni, “è una scelta che colpisce prodotti simbolo del made in Italy” e rischia “di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale – precisa la Coldiretti – va infatti ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto”.

Screening contro il papillomavirus

Come riporta Repubblica, Bruxelles punta anche sulla vaccinazione, con l’obiettivo di arrivare entro il 2030 a un tasso di immunizzazione al papillomavirus almeno del 90 per cento per le ragazze e di alzare significativamente la percentuale per i ragazzi. L’Europa scommette anche sulla diagnosi precoce del cancro, puntando entro il 2025 a consentire al 90% della popolazione a rischio di accedere allo screening (oggi in alcuni paesi Ue siamo al 6 per cento).  Il piano sarà inizialmente finanziato da 4 miliardi di euro. Come premessa Bruxelles spiega che lo scorso anno sono stati diagnosticati 2,7 milioni di tumori in Europa, con 1,3 milioni di vittime. L’Unione conta un decimo della popolazione mondiale ma un quarto dei casi di cancro.