Fluorochinoloni, una guida dell’Aifa spiega quando e come usare questi antibiotici

Una revisione dei dati di sicurezza, condotta a livello europeo, (a seguito di segnalazioni di reazioni avverse) ha esaminato le più recenti informazioni sull’uso degli antibiotici fluorochinolonici e valutato che il rapporto tra i benefici attesi e i potenziali rischi di questi medicinali rimane positivo soltanto per le infezioni gravi, che non si risolvono facendo ricorso ad antibiotici di altre classi. Di conseguenza sono state limitate le indicazioni e introdotte nuove avvertenze e precauzioni d’uso per questi medicinali”. Lo rende noto l’Aifa che per “chiarire e ribadire le decisioni assunte a livello europeo e promuovere una corretta informazione sulla prescrizione e l’uso dei fluorochinoloni” ha realizzato una guida per gli operatori sanitari, in cui sono riportate le indicazioni raccomandate cui bisogna attenersi per garantire l’appropriatezza prescrittiva e limitare l’insorgenza di effetti indesiderati.

Ad aprile dello scorso il  Comitato europeo dei medicinali per uso umano aveva confermato le restrizioni d’uso o la sospensione della commercializzazione di antibiotici della classe dei chinoloni e dei fluorochinoloni spesso usati per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie perché possono avere effetti indesiderati gravi e di lunga durata. Ed erano stati per questo ritirati dal commercio diversi lotti di farmaci contenenti questo principio attivo che non era stato del tutto bandito.

Nella guida che oggi ha pubblicato l’Aifa, si rimarca di non prescrivere gli antibiotici fluorochinolonici per il trattamento di infezioni non gravi o autolimitanti; per la prevenzione della diarrea del viaggiatore o delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie inferiori; per infezioni non batteriche; per le infezioni da lievi a moderate a meno che altri antibiotici comunemente raccomandati per queste infezioni siano ritenuti inappropriati.