Bufale virali, Whatsapp blocca l’inoltro a tappeto di messaggi

WhatsApp imporrà un nuovo limite, molto stretto, all’inoltro dei messaggi. L’app di chat di proprietà di Facebook cerca così di rallentare la diffusione di notizie false. L’annuncio è stato fatto dalla compagnia. Il meccanismo dell’inoltro contemporaneo (forward in inglese) è quello più rapido per far circolare in fretta catene di sant’Antonio. E purtroppo in questi tempi di allarme, sono tante le bufale che passano da telefonino a telefonino. Per questo Whatsapp ha deciso che se un utente riceve un messaggio inoltrato frequentemente – uno che è stato inoltrato più di cinque volte, sarà in grado di inviarlo a una sola chat alla volta. Per capire il tipo di restrizione: dal 2019, si poteva mandare a cinque chat.

Non è un vero e proprio blocco, ma un ostacolo

Come chiarisce il Guardian, però “La modifica non impedisce completamente l’inoltro diffuso, poiché alla fine un messaggio può essere trasmesso tante volte quante un utente ha il piacere di premere il pulsante di inoltro”. Dunque, non un vero e proprio blocco allo spam, ma l’inserimento di un ostacolo che dovrebbe frenare la corsa delle fake news.

Le bufale da contrastare

“Ma inserendo attrito nel processo, la società spera di rallentare alcuni dei messaggi più virali sulla sua piattaforma, come la falsità ampiamente diffusa che il coronavirus è correlato al 5G. Tale affermazione ha portato alla vandalizzazione di oltre 20 antenne telefoniche nella scorsa settimana” scrive il Guardian. Un portavoce di WhatsApp ha dichiarato: “Abbiamo visto un aumento significativo della quantità di spedizioni che gli utenti ci hanno detto possono sentire come pesanti e possono contribuire alla diffusione della disinformazione”, “Riteniamo importante rallentare la diffusione di questi messaggi per mantenere Whatsapp un posto per la conversazione personale”.

Perché non le cancella come Facebook

Se la domanda è perché Whatsapp non blocchi direttamente le fake news, la risposta va cercata nel fatto che la crittografia utilizzata per rendere sicuri i messaggi impedisce alla stessa azienda di vederne il contenuto, al contrario di Facebook, Twitter e gli altri social basati su condivisioni pubbliche.

Anche i meme circoleranno di meno

Fino al 2018, ad esempio, gli utenti erano stati in grado di inoltrare un messaggio a 250 gruppi contemporaneamente; che è stato ridotto a 20 quell’anno, cinque nel 2019 e uno ora. WhatsApp afferma che tali misure hanno ridotto l’inoltro dei messaggi del 25% a livello globale. Certo, la scelta dell’azienda limiterà il campo di azione dei buontemponi intenti a disseminare meme tra gli amici. Ma la società spiega: “Sappiamo che molti utenti trasmettono informazioni utili, nonché video divertenti, meme e riflessioni o preghiere che trovano significativi. Nelle ultime settimane, le persone hanno anche usato WhatsApp per organizzare momenti pubblici di supporto per gli operatori sanitari in prima linea”. In ogni caso, chi si sente subissato anche da questi contenuti, ringrazierà whatsapp.