Bollette, l’Authority aggiorna le tariffe: cala la luce e aumenta (di poco) il gas

Dal 1° gennaio 2020 aumenti seppur limitati per la bolletta del gas (+ 0,8%) e calo sentisibile della luce (-5,4 %) nel prossimo trimestre per i clienti nel regime di Maggiore Tutela: l’Arera, l’Authority per l’Energia, ha comunicato l’aggiornamento tariffario che prevede per una famiglia-tipo un risparmio di 125 euro rispetto alle tariffe dello  scorso anno.

“Nel primo trimestre 2020 – spiega in una nota l’Arera – bollette dell’energia elettrica in deciso ribasso e sostanziale stabilità per quelle del gas. Il forte calo del fabbisogno per gli oneri generali, il contenimento delle tariffe regolate di rete (trasporto e distribuzione) e le basse quotazioni delle materie prime nei mercati all’ingrosso portano infatti ad una riduzione del -5,4% per l’elettricità e ad un leggero aggiustamento per il gas, +0,8% per la famiglia tipo in tutela”.

La famiglia tipo, ricordiamo, ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW; per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui.

Ottima notizia. Una dimostrazione del buon funzionamento del mercato di tutela e di come sia stato quanto mai opportuno rinviare la sua fine dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2022. Con il mercato libero, infatti, sarebbero cessati gli acquisti sul mercato all’ingrosso dell’elettricità da parte di Acquirente Unico, con effetti negativi sui prezzi finali pagati dalle famiglie” spiegano dall’Unc, l’Unione nazionale consumatori. Critiche dalla Federconsumatori: “Nonostante la lieve diminuzione, urgente una riforma degli oneri di sistema”.

Nel settore energetico, ricordiamo, è notizia dei giorni scorsi dello slittamento approvato con il decreto Milleproroghe dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2022 la fine del mercato tutelato dell’energia (luce e gas). Si tratta dell’ennesima proroga: la fine del mercato tutelato era fissata al 30 giugno 2015 per il gas e al 30 giugno 2016 per l’elettricità. Di proroga in proroga si sono cumulati ritardi: nel 2018 il 56% dei clienti domestici era ancora sotto tutela. E non è un caso visto che il mercato libero ancora non è (sempre) concorrenziale e sicuramente ancora molto più opaco e per certi versi molto meno garantista per il consumatore.