L’Italia con la Spagna a favore del pesticida nemico dei bambini?

Nella settimana decisiva nella quale la Ue potrebbe mettere ai voti la messa al bando del clorpirifos, un insetticida usato in particolar modo nella coltivazione degli agrumi e considerato dalla stessa Efsa potenzialmente genotossico per i bambini, Investigative Reporting Denmark, pool giornalistico che comprende anche Le Monde, El Confidencial e Süddeutsche Zeitung, rivela che sul clorpirifos metile (considerato con lo stesso profilo di rischio del clorpirifos) l’Italia, insieme ai principali stati membri produttori di agrumi, come Spagna, Portogallo e Grecia, intendono votare contro la messa al bando.

A difesa delle arance o della salute?

Scrive Investigative Reporting Denmark: “Mentre il divieto di clorpirifos sembra essere sostenuto da una grande maggioranza degli Stati membri, il destino del clorpirifos-metile non è chiaro. Secondo fonti interne alla Commissione, Bruxelles, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Slovenia e Svezia hanno annunciato che voteranno per il mancato rinnovo del clorpirifos-metile. La Grecia, l’Italia, il Portogallo e la Spagna, nonché la Polonia, sarebbero contrarie al divieto. Il risultato è tuttavia difficile da prevedere in quanto dipende da quali paesi si asterranno dal voto. Per raggiungere una maggioranza qualificata, gli elettori Sì devono rappresentare il 55% degli Stati membri e il 65% della popolazione totale nella Ue”.

“Simili profili di neurotossicità”

Il 2 agosto 2019 L’Efsa ha pubblicato un parere dove ha sottolineato la “potenzialegenotossicità dei clorpirifos, con effetti avversi sul Dna che possono causare il cancro. Tenendo conto delle osservazioni dei ricercatori scandinavi, pubblicate sulla rivista scientifica “Environmental Health”, l’Efsa ha anche messo in evidenza gli effetti di tossicità per lo sviluppo neurologico e ha concluso che i criteri di approvazione applicabili alla salute umana non erano soddisfatti. La stessa conclusione, secondo quanto riporta Investigative Reporting, si applicava al clorpirifosmetile, in quando i due profili tossicologici sono considerati simili. Ricordiamo infine che nella Ue, i pesticidi cancerogeni e tossici per la riproduzione devono essere banditi dal mercato.

Lobby in agguato

Nel frattempo, come rivelato da Le Monde, le lobby dell’agrofarma hanno fatto pressioni su Bruxelles affinché, alla scadenza della licenza per l’uso del clorpirifos, il 31 gennaio 2020, rinnovi l’autorizzazione e quindi non metta al bando il pesticida.  I rappresentanti di Corteva, la società americana, nata dalla fusione tra Dow e DuPont, hanno riferito a funzionari della Commissione a gennaio che “la regolamentazione (sui pesticidi, ndr) non dovrebbe essere effettuata sulla base della pressione pubblica innescata da attivisti che non si fidano del sistema normativo legale ma su solide prove”. Non solo l’associazione di categoria Eppa ha scritto in ottobre, lamentando che la Commissione era stata spinta a “reagire in modo eccessivo”, “guidato da una forte pressione delle Ong e dei media” sulla questione del clorpirifos.

Tutti tentativi che rischiano di raggiungere l’obiettivo se gli Stati membri non si mostreranno compatti al voto previsto molto probabilmente questa settimana.