“Mio fratello è morto, la casa è in vendita, ma Tim non stacca la linea…”

Caro Salvagente, sto vivendo un incubo con la Tim da quando mio fratello è deceduto quasi 4 mesi fa e la casa è stata messa in vendita (io vivo all’estero).
Nonostante ripetute telefonate e una lettera raccomandata, mi sono state annunciate svariate date di cessazione contratto; ma la linea risulta sempre attiva e le bollette arrivano regolarmente, stranamente anche con telefonate non esistenti apparentemente fatte dal cellulare del defunto che è bloccato (neanche la Tim stessa, su richiestra nostra è riuscita a bloccarlo). Non so più cosa fare, non ho più intenzione di pagare, immagino non possano fare nient’altro che staccarmi la linea, ma è quello che voglio. Vorrei solo sapere se possono rivalersi su di me se smetto di pagare

Lettera firmata

 

Cara lettrice, concordiamo sul fatto che un’operazione che dovrebbe essere davvero semplice come una cessazione, finisce per diventare un incubo. E spesso, almeno nei casi che vengono segnalati al Salvagente, accade con Tim. Che questo sia dovuto alla quantità di clienti che ha l’ex monopolista o a una scarsa cura del cliente non sapremmo.

A ogni modo abbiamo chiesto a Valentina Masciari, responsabile utenze di Konsumer Italia, di capire come uscirne.

A quanto leggo, la signora ha inviato una raccomandata nella quale chiedeva la cessazione del contratto, quindi entro 30 giorni dal ricevimento della stessa da parte di Tim (fa fede il timbro sulla ricevuta di ritorno), nulla è più dovuto per quelle linee.

Le telefonate che risulterebbero poi,  da una sim bloccata, sono veramente strane. L’importante è che ci sia traccia delle richieste di chiusura dei contratti, in tal modo ci si è posti al riparo da qualunque conseguenza derivasse da tale comportamento del gestore.

Aggiungo, per ulteriore sicurezza, di inviare una contestazione scritta riferita a tutte le fatture emesse e relative a periodi successivi alla richiesta di cessazione, sempre per avere tutta la procedura tracciata, evidenziando anche l’aspetto anomalo delle chiamate in uscita da una sim bloccata e, quindi, disconoscendole.

Come giustamente osserva la nostra lettrice non deve pagare le fatture non dovute, per la regola sopra esposta e deve avere il rimborso di quelle eventualmente pagate ma riferite a periodi successivi alla richiesta di chiusura del contratto; è molto probabile che Tim continui a richiederne il pagamento ma, senza farsi intimorire, la signora potrà tranquillamente procedere con una conciliazione, anche paritetica, se con il reclamo non riuscisse a risolvere la problematica, ed ottenere così ragione alle sue giuste richieste.