Générations Futures: “L’Ue sottostima la tossicità dei pesticidi”

Il processo con cui l’Unione europea ri-autorizza i pesticidi è “obsoleto e incompleto”. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato oggi dalla ong francese Générations Futures che ha documentato il numero di studi pubblicati in tutto il mondo sulla tossicità di cinque sostanze pesticide attive (clorpirifos, clorpirifos metil e insetticidi tiaclopridi, erbicida metsulfuron e fungicida metalaxil-m) che recentemente hanno subito il processo di rivalutazione europea. Ha quindi confrontato questo numero con il numero di studi effettivamente presenti nelle cinque domande di ri-autorizzazione di queste sostanze in Europa presentate dagli industriali e nelle cinque relazioni di valutazione per il rinnovo delle autorizzazioni (RAR).

Un regolamento europeo del 2009 richiede che tutta la letteratura sulla tossicità delle sostanze pubblicata su riviste scientifiche negli ultimi 10 anni sia fornita in questi fascicoli applicativi e nelle RAR. Générations Futures, invece, ha calcolato che “in media le domande includono solo il 16% degli studi disponibili”. Nel caso delle RAR, invece, è incluso solo solo il 9%. (continua dopo l’immagine)

Ad esempio, per il clorpirifos, che è ampiamente venduto in tutto il mondo, la Ong sul database PubMed (dal National Institute of Health negli Stati Uniti, che elenca la maggior parte delle riviste scientifiche in biologia), ha identificato 1023 studi di tossicità pubblicati negli undici anni precedenti la data di pubblicazione RAR di maggio 2017. Tuttavia, l’elenco degli studi nel file di applicazione multinazionale statunitense Dow Chemical conteneva solo “131 studi di tossicità pubblicati”, un 13% di conformità con il regolamento europeo. L’elenco degli studi RAR elenca “solo 85 studi pubblicati” su questo insetticida, un tasso di conformità dell’8%.

“Le decisioni dell’Efsa e delle altre agenzie sanitarie sottostimano i rischi, sia perché gli studi universitari non vengono presi in considerazione, sia perché i metodi di valutazione sono obsoleti” spiega François Veillerette, direttore di Générations Futures che chiede all’Agenzia europea di rifiutare “qualsiasi dossier o RAR che non contenga tutti i risultati scientifici degli ultimi 10 anni relativi alla tossicità dei pesticidi in esame”. La Ong chiede, inoltre, che “si tenga conto del peso della prova scientifica di tutti gli studi universitari, mostrando effetti negativi, soprattutto a basse dosi, di tutti i principi attivi pesticidi in esame”. E, infine, che i fascicoli di tutti i principi attivi pesticidi autorizzati nell’Ue negli ultimi dieci anni siano riesaminati rapidamente in modo da applicare tali disposizioni.