Test su 12 creme solari: ecco quelle da evitare per filtri Uv sospetti

Il test integrale su 12 creme solari fattore 30 è pubblicato sul numero in edicola ad agosto de il Salvagente. La versione digitale è disponibile qui

Proteggere adeguatamente la pelle quando ci si espone al sole è la forma di prevenzione più efficace che ci sia a disposizione. Oramai lo sappiamo bene ed è difficile, per fortuna, trovare chi si espone senza essersi cosparso di una crema solare.
Più difficile, semmai, scegliere il solare migliore: a fare la differenza è soprattutto la composizione, in particolare il filtro Uv utilizzato. Alcuni sarebbero da evitare tout court come indicato recentemente da uno studio effettuato dalla Food and drug administration (l’agenzia Usa di controllo su farmaci e alimenti) e pubblicato sulla rivista Jama. I sospetti maggiori sono su 4 filtri – avobenzone, oxybenzone, ecamsule e octocrylene. Non stiamo parlando di sostanze sconosciute: l’octocrylene, infatti, lo troviamo elencato tra gli ingredienti di molte creme in vendita nel nostro paese come dimostra il test che pubblichiamo nel numero del Salvagente in edicola questo mese. Per aiutarvi nella scelta, abbiamo, infatti, confrontato la composizione di 12 protezioni solari con Spf pari a 30. In 8 cosmetici abbiamo trovato proprio uno dei 4 filtri solari finiti sotto la lente della Fda, l’octocrylene.

Molto più che un sospetto

Lo studio dell’Agenzia nordamericana ha confermato un sospetto che la comunità scientifica aveva da tempo, ovvero che i filtri solari contenuti nelle creme vengono assorbiti dalla pelle e finiscono nel sangue con conseguenze ancora ignote.
La ricerca ha coinvolto 24 volontari ai quali è stato chiesto di spalmarsi su tutte le parti del corpo non coperte un solare quattro volte al giorno per quattro giorni, simulando l’utilizzo medio consigliato per una efficace protezione dai raggi Uv. Nell’arco di una settimana sono stati prelevati 30 campioni di sangue da ogni volontario per verificare le concentrazioni di sostanza passate nell’organismo.
Quello che gli studiosi hanno trovato è che ciascuna delle sostanze testate era presente nel sangue dei volontari a livelli anche molto superiori rispetto alla soglia oltre la quale per legge sono necessari i test di sicurezza (cioè 0,5 nanogrammi per millilitro). La concentrazione di oxibenzone, per esempio, era di 20 ng/ml al settimo giorno di osservazione.
Nonostante i ricercatori non siano riusciti a stabilire con certezza che tipo di rischi provoca questo assorbimento per il nostro organismo, dal momento che la protezione della pelle dal sole resta un’azione indispensabile, il consiglio è optare per creme che non contengono questi filtri.

Gli altri ingredienti indesiderati che abbiamo trovato

Basta questo? Purtroppo no. Ci sono almeno un altro paio di ingredienti da cui stare alla larga. In cima alla lista c’è il biossido di titanio che troviamo (purtroppo) anche in dimensioni nanometriche. Oltre a quanto già sappiamo su questo filtro solare – è considerato probabile cancerogeno quando inalato, quindi massima attenzione agli spray – un recente studio pilota svizzero dubita anche dell’utilità e dell’effetto positivo in nanoparticelle nel prevenire lo stress ossidativo e l’infiammazione causata dall’irradiazione Uv, finendo col suggerire che potrebbe addirittura non essere efficace nel prevenire il cancro alla pelle.

E la lista non finisce qui: allergeni (troppi, anche 9 in un’unica crema), conservanti come il fenossietanolo e siliconi come il dimeticone e il cyclopentasiloxane sono le sostanze indesiderabili che abbiamo trovato. Per finire, non può passare inosservata la presenza di altri due nanoingredienti: particelle minuscole che vengono facilmente assorbite dalla pelle e attraverso l’apparato respiratorio (ancora una volta attenzione agli spray) e una volta nel nostro organismo riescono addirittura a raggiungere il Dna. Che fare? Proteggersi, sì ma guardando con attenzione quello che ci spalmiamo sulla nostra pelle.

 

Le tre creme bocciate

A pagare la presenza di Octocylene e fenossietanolo, assieme ad altri ingredienti controversi, le tre creme considerate peggiori nel nostro test: Leocrema latte protettivo idratante allolio di argan, Hawaiian tropico satin protection e Garnier Ambre solaire latte protettivo. In quest’ultima, tra l’altro, pesa anche la presenza di biossido di titanio in versione nano.

Diverse, invece, le creme che abbiamo trovato “pulite” e che consigliamo nel numero in edicola.