Glifosato, l’Anses chiede altri studi per valutare la cancerogenicità dell’erbicida

L’Anses, l’Agenzia francese per la salute e la sicurezza alimentare, sta per pubblicare un bando di gara per la realizzazione di ulteriori studi sul potenziale cancerogeno del glifosato, l’erbicida più diffuso a mondo al centro di una querelle scientifica tra chi sostiene che abbia un potenziale cancerogeno e chi la definisce una sostanza sicura. Nel frattempo, l’Agenzia ha messo a punto le specifiche degli studi: per farlo ha riunito un gruppo di esperti omposto da tossicologi specializzati in genotossicità e carcinogenesi, che si sono basati sulle valutazioni e su tutti i dati attualmente disponibili in letteratura. Come risultato di questa esperienza, l’Agenzia propone un approccio integrato per comprendere meglio i possibili meccanismi di azione cancerogena (genotossica o epigenetica) del glifosato e valutarne la rilevanza per gli esseri umani.

Il glifosato è una sostanza attiva utilizzata in molti prodotti erbicidi, il cui uso è stato riapprovato per cinque anni dall’Unione Europea nel dicembre 2017. La Francia aveva dapprima sostenuto la volontà di voler abbandonare il glifosato a prescindere dalla decisione europea salvo poi cambiare idea. Ciononostante, l’Anses continua a seguire da vicino la vicenda e ad aggiornarsi sulla pericolosità della sostanza.

Pertanto, Anses raccomanda di eseguire i seguenti studi:

    • Test in vitro per studiare su cellule umane e animali, gli effetti che potrebbero essere correlati allo stress cellulare in seguito all’esposizione al glifosato. Questi test potrebbero consentire di identificare i percorsi molecolari coinvolti nella risposta cellulare. I risultati interpreteranno meglio gli altri test raccomandati e spiegheranno i risultati contraddittori osservati in letteratura.
    • Un test della cometa in vivo su ratti e topi (stomaco, intestino, fegato, rene e pancreas), abbinato a un test del micronucleo. Questi test, che misurano il danno al DNA, dovrebbero aiutare a chiarire il potenziale genotossico del glifosato. I risultati completeranno gli studi già disponibili, così come quelli condotti dal Programma nazionale di tossicologia.
    • Un test di trasformazione cellulare accoppiato al metodo “Transformics”, che utilizza la trascrittomica (studio e analisi della trascrizione del genoma). Questi test potrebbero identificare in vitro possibili modalità e meccanismi di azione cancerogena del glifosato.

Questi studi devono essere condotti da gruppi di ricerca indipendenti e in condizioni rigorose di sperimentazione e tracciabilità. I risultati devono essere disponibili entro la fine del 2021 per essere presentati come parte della rivalutazione della sostanza attiva.

 

Non conosci il Salvagente? Scarica GRATIS un numero della nostra rivista cliccando sul pulsante qui in basso e scopri cosa significa avere accesso a un’informazione davvero libera e indipendente

Sì! Voglio ricevere GRATIS un numero del Salvagente