Gran Bretagna: “Tassa di 1 cent su ogni vestito per ridurre microplastiche”

Il Parlamento inglese ha proposto di istituire una tassa di un centesimo su ogni capo di abbigliamento acquistato per ridurre l’inquinamento di microplastiche. Si stima che l’ammontare annuo del prelievo fiscale arriverebbe a 35 milioni di sterline utili, secondo commissione parlamentare Ambiente, a finanziare, come scrive Valori, “un piano complessivo che investa sui centri di raccolta e selezione dell’abbigliamento, e per il riuso e il riciclo delle fibre. Una cifra che salirebbe addirittura a 169,5 milioni di sterline se il prelievo fosse di 5 cent”.

Secondo uno studio della dell’Università britannica di Plymouth,  lavare in lavatrice 6 chili di vestiti può produrre il rilascio di 137.951 microfibre (sotto i 5mm di lunghezza) in caso di tessuti misti cotone-poliestere, o di 728.789 microfibre in caso di tessuti acrilici. Queste particelle attraverso le fogne raggiungono il mare e vengono ingerite dalle larve dei pesci, entrando in una catena alimentare che finisce con l’uomo.

Il problema di fondo è la difficoltà di riciclare tessuti sintetici o misti: per questo il Parlamento inglese ha anche proposto che l’industria tessile si debba dotare di un design e di un sistema di produzione più sostenibile e “circolare“, ovvero che renda più facile la “stramatura” e il riutilizzo delle fibre sintetiche.

Recentemente uno studio italiano condotto dal Cnr, presso l’Istituto dei polimeri, compositi e biomateriali di Pozzuoli, ha dimostrato come alcune caratteristiche del tessuto, ad esempio il tipo di fibre che costituiscono i fili e la loro torsione, ossia il modo in cui vengono filate, influenzano il rilascio di microfibre durante il lavaggio.

Gli autori, sottolineano proprio la scoperta che i capi con filati fatti di filamenti continui, alta torsione e bassa pelosità hanno rilasciato meno microfibre durante il lavaggio. Questi risultati, concludono, potrebbero indicare possibili cambiamenti nella progettazione tessile per le industrie dell’abbigliamento, che potrebbero contribuire alla riduzione del rilascio di microplastiche.