Glifosato, Fitch declassa Bayer: “Pesano le cause di riscarcimento”

Fitch declassa Bayer rivedendo al ribasso il rating del titolo a BBB+ e con outlook, l’andamento a medio-lungo termine, negativo. A pesare sul giudizio “i maggiori rischi proveniente dal contenzioso sul glifosato” rappresentato dalle circa 13.400 cause intentate negli Usa per richiedere danni legati all’uso del RoundUp, l’erbicida più usato al mondo, acquisito per effetto della fusione con Monsanto. Tre verdetti hanno già condannato a riscarcimenti milionari il gruppo tedesco perché è stato accertato il nesso causale tra esposizione al glifosato, ritenuto probabile cancerogeno dalla Iarc dell’Oms, e l’insorgenza di patologie tumorali.

Il dibattito sulla sicurezza del glifosato e i pronunciamenti delle corti statunitense hanno già provocato un crollo nei mesi scorsi del titolo Bayer in Borsa. Ora una nuova tegola si abbatte sul gruppo tedesco.

“L‘Outlook negativo – scrive Fitch – riflette i maggiori rischi derivanti dal contenzioso sul glifosato. Bayer ha ereditato importanti responsabilità legali dalla Monsanto” chiamata in causa “in oltre 13.400 richieste di riscarcimenti personali correlate al l’uso del glifosato”.

Oltre al contezioso legale pesa su Bayer anche il danno reputazionale. “Stimiamo – scrivono gli analisti – che gli erbicidi a base di glifosato rappresentino poco più del 5% delle vendite e dei profitti di Bayer. Riteniamo che vi sia un rischio moderato che il dibattito in corso sulla sicurezza del glifosato e sul contenzioso possa influenzare tali vendite nel tempo”. Tuttavia, aggiungono: “È possibile un progressivo declino nel suo utilizzo a medio termine (del glifosato, ndr), che potrebbe ulteriormente incidere” sull’azienda “in quanto uno dei vantaggi competitivi di molti dei suoi semi e tratti è la sua resistenza al glifosato”. Infine “non escludiamo possibili danni reputazionali a lungo termine per il gruppo Bayer”. 

E mentre l’Austria ha deciso di mettere al bando definitivamente l’uso del glifosato e altri paesi Ue stanno valutando misure analoghe, Bayer ha messo già avanti le mani annunciando a metà giugno con il Ceo Werner Baumann “che investirà 5 miliardi di euro nei prossimi dieci anni nello sviluppo di diserbanti alternativi al glifosato“.