Ecco perchè per perdere peso non basta contare le calorie

Ognuno di noi almeno una volta nella vita è stato preso dalla tentazione di perdere peso e per tutti il diktat – imposto da nutrizionisti e dietologi – è stato: devi mangiare meno calorie di quelle che consumi facendo credere che bastava un pò di impegno nella lettura delle kcal e una calcolatrice et voilàil corpo perfetto è servito. In realtà, il nostro organismo è più complesso di un foglio excel e tenere a bada le calorie da solo non basta a buttare giù i chili di troppo. “L’imbroglio delle calorie” è il titolo che Internazionale ha dedicato all’argomento cercando di sfatare il mito della conta delle Kcal attraverso la storia di un “dissidente delle calorie”, Camacho, che ad un tratto della sua vita ha avuto l’esigenza di dover perdere peso per problemi di salute. Anche per lui la stessa ricetta: occhio alle calorie e il resto è un gioco da ragazzi. Obbediente, Camacho si è dotato di foglio excel e tanta pazienza ma i risultati non arrivavano. “Mi dicevano di fare bene i calcoli e che i risultati sarebbero arrivati” racconta al settimanale sottolineando che al contrario si sentiva sempre stanco e affamato.

Internazionale dedica molte pagine al racconto della storia di Camacho, noi saremo più brevi dicendovi che alla fine Camacho ha cambiato strategia e ha abbandonato l’ossessione per le calorie. Al suo posto è subentrata la scelta di alimentarsi con prodotti sani e naturali. Questa sarà la vera svolta: Camacho perderà finalmente peso.

Perché allora nutrizionisti e dietologi continuano a tediarci con questa storia delle calorie? Impossibile rispondere, tuttavia Internazionale ci spiega perché la conta delle calorie è inefficace. Innanzitutto – scrive Internazionale – il conteggio delle calorie si basa sulla quantità di calorie prodotta da un alimento quando brucia in un forno. Ma il corpo umano è più complesso di un forno. Quando il cibo è bruciato in un laboratorio rilascia le calorie nel giro di pochi secondi. Nella vita reale, invece, il viaggio dal piatto al gabinetto in media dura quasi un girono, ma può variare da 8 a 80 ore a seconda dell’individuo.

in secondo luogo, spesso si ignora che la quantità di energia che assorbiamo dal cibo dipende da come lo prepariamo. Affettare e macinare gli alimenti riduce il lavoro della digestione rendendo disponili al corpo più calorie. L’effetto si amplifica quando aggiungiamo il calore: le calorie digeribili della carne aumentano del 15 per cento con la cottura, quelle delle patate dolci del 40 per cento.

Infine, il contenuto calorico di prodotti a base di carboidrati come riso, pasta, pane e patate si può ridurre cuocendoli, raffreddandoli e scaldandoli di nuovo. Quando si raffreddano, le molecole di amido formano nuove strutture che sono più difficili da digerire. Si assorbono meno calorie mangiando n toast freddo o gli spaghetti avanzati.