Per la tassa sul nome del passeggero, Blue Panorama sanzionata per un milione di euro

Un milione di euro di sanzione. Quella comminata dall’Antitrust Blue Panorama Airlines S.p.A. per pratica commerciale scorretta risolve finalmente una questione che si trascinava da anni e di cui ci siamo occupati su Il Salvagente in seguito a tante, troppe segnalazioni dei lettori.

Per chi non li avesse letti ricordiamo che il nominativo del passeggero sul biglietto risultava mancante di alcune lettere oppure non veniva riportato il secondo nome o il cognome. In alcuni casi la difformità derivava dalle stesse caratteristiche del sistema di acquisto online della Compagnia. Veniva così applicata una penale, naturalmente in aeroporto, nell’imminenza del volo e a pena di divieto d’imbarco. Sin da subito è stato chiaro che non si trattava di un caso isolato ma di una questione che aveva colpito, anche con modalità reiterate, una generalità di consumatori. E quindi non si trattava di una persona che aveva sbagliato a scrivere il proprio nome.

Oltre al pur significativo aspetto sanzionatorio di un milione di euro (contro il quale Blue Panorama ha annunciato ricorso) merita attenzione il deliberato dell’Autorità che, dopo aver qualificato la pratica commerciale come scorretta ai sensi degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, ne ha vietato la diffusione o continuazione. E questo è importante sotto un duplice punto di vista. In primo luogo perché viene imposto uno stop alla prassi che è stata ritenuta ancora in corso al momento dell’adozione della delibera. Ed infatti le iniziative che Blue Panorama ha posto in essere nel corso del procedimento a tutela del consumatore non sono state ritenute pienamente idonee a superare i rilevanti profili di scorrettezza della condotta, oltre che di gravità della stessa. Adesso quindi bisognerà vigilare e, se dovessero verificarsi ulteriori casi, sarebbe importante che i lettori/passeggeri li segnalassero.

Ma vi è un altro aspetto nel deliberato meritevole di attenzione in quanto la compagnia è stata invitata a comunicare all’Autorità, entro il termine di sessanta giorni, le iniziative che assumerà in ottemperanza al predetto divieto. E quindi si apre una nuova fase per capire quali saranno le intenzioni del vettore. Ci sentiremmo di dire, innanzitutto, una modifica della procedura online di vendita dei biglietti al fine di evitare ulteriori troncature di nomi o cognomi, ma la questione è più ampia. Ad esempio: se vi sono ancora dei biglietti di futuri voli con tali errori, quali saranno le disposizioni che Blue Panorama darà per evitare il perpetuarsi dell’illegittimità? E non solo ai propri dipendenti ma anche alle società che gestiscono per suo conto i servizi a terra in aeroporto. Attendiamo, e se dovessero esserci nuovi casi ci troveremmo in presenza non solo di reiterazione della pratica ma di inottemperanza al provvedimento dell’Antitrust.

Non bisogna dimenticare, infatti, che la pratica commerciale è stata definita come gravemente scorretta in quanto aggressiva e idonea ad esercitare sui consumatori un indebito condizionamento, in relazione al pagamento richiesto per non perdere il servizio già acquistato, limitando la loro libertà di scelta e di comportamento. E nel valutare la gravità della violazione l’Antitrust ha tenuto conto, tra l’altro, anche del potenziale pregiudizio economico arrecato ai consumatori in ragione dei significativi valori accertati. Si apre, pertanto, la strada ai risarcimenti. Riteniamo che la compagnia dovrebbe provvedervi autonomamente, ma se non dovesse farlo è chiaro che i passeggeri, in virtù della delibera potranno chiedere il rimborso delle somme, che sono stati costretti ingiustamente a pagare al momento di partire; in attesa se hanno conservato le ricevute dei pagamenti inizino a cercarle perché presto potrebbero tornare utili.

Infine una considerazione. L’esperienza sta purtroppo dimostrando che, bloccata una condotta, le compagnie se ne inventano un’altra e così via da prassi commerciale scorretta a prassi commerciale scorretta. Bisogna certamente vigilare nell’individuare da subito la nuova che verrà, perché purtroppo verrà. E come prova anche questo caso tra segnalazione, apertura del procedimento e la sua chiusura con il provvedimento finale, passa troppo tempo e le compagnie in tale periodo imperversano continuando ad imporre balzelli ai passeggeri. Su questo forse bisognerebbe essere più determinati nel chiedere all’Antitrust, come associazioni dei consumatori, provvedimenti urgenti che blocchino casi come questo prima che, è proprio il caso di dirlo, possano decollare!