Così i cibi ultraprocessati “attentano” alla nostra salute

Un consumo più elevato di alimenti ultraprocessati, più di 4 porzioni al giorno, come i piatti pronti, i gelati, i cerali da colazione, è associato a un rischio relativamente aumentato del 62% per tutte le cause di mortalità. Per ogni porzione aggiuntiva di alimenti ultraprocesssati, la mortalità per tutte le cause è aumentata del 18%. È questa la conclusione a cui è giunto lo studio condotto dall’Università spagnola della Navarra e pubblicato sul British medical journal che in parte conferma la ricerca condotta in Francia presso l’Università di Parigi 13 coordinata dalla professoressa Mathilde Touvier, direttrice di ricerca in Epidemiologia nutrizionale, secondo la quale “i cibi ultraprocessati aumentano il rischio di cancro del 12%“.

Cosa sono i cibi ultraprocessati

Stiamo parlando di alimenti confezionati (piatti pronti, biscotti, patatine, corn flakes, etc) mediante processo industriale che contengono più di 5 ingredienti – come ad esempio coloranti, conservanti, aromi – o che hanno subito diversi trattamenti di trasformazione “come il riscaldamento ad alte temperature, la frittura, l’estrusione – che alterano in maniera sostanziale la struttura dell’ingrediente originale”.

Quindici anni di monitoraggio su 20mila consumatori

Lo studio pubblicato sul Bmj è stato condotto monitorando dal 1999 al 2014 le abitudini alimentari di 20mila spagnoli di età compresa tra 20 e 91 anni. Il consumo di alimenti ultra-trasformati è stato classificato in quarti (basso, medio-basso, medio-alto e alto consumo) e tutti i livelli di consumo sono sono stati correlati alla possibili cause di morte.

Il risultato? Nei 15 anni di monitoraggi sono decedute 335 persone del campione: di queste le persone che avevano un profilo di consumo alto di cibi ultraprocessato hanno registrato un rischio maggiore per tutte le cause di mortalità rispetto a coloro che avevano un profilo di basso consumo. Allargando questi risultati all’intera popolazione lo studio stima che ogni anno si verificano 277 casi di malattie cardiovascolari in 100.000 persone classificate come alti consumatori di cibi ultra-elaborati, contro i 242 casi tra i bassi consumatori di questi cibi.

Soglia critica: 4 porzioni al giorno

In conclusione, spiega lo studio, “un consumo più elevato di alimenti ultra-elaborati (> 4 porzioni al giorno) è stato associato indipendentemente con un rischio relativamente aumentato del 62% per tutte le cause di mortalità. Per ogni porzione aggiuntiva di alimenti ultra-elaborati, la mortalità per tutte le cause è aumentata del 18%”.