Diabete e obesità, nel pane si nasconde un conservante pericoloso

L’acido propionico  è un conservante acidificante: è molto utilizzato nel pane e in altri prodotti da forno, essendo un inibitore della crescita di muffa e di alcuni batteri. Un recente ricerca condotta dall’Harvard T.H. Chan School of Public Health questo additivo aumenta i livelli di diversi ormoni associati al rischio di obesità e diabete.

“Capire come gli ingredienti degli alimenti influenzano il metabolismo del corpo a livello molecolare e cellulare potrebbe aiutarci a sviluppare misure semplici ma efficaci per affrontare le doppie epidemie di obesità e diabete”, ha detto Gökhan S. Hotamışlıgil, James Stevens Simmons, professore di genetica e metabolismo e direttore del Sabri Ülker Center for Nutrient, Genetic and Metabolic Research presso la Harvard Chan School.

I risultati indicano che il propionato può agire come un “distruttore metabolico” che potenzialmente aumenta il rischio di diabete e obesità negli esseri umani. I ricercatori hanno dapprima somministrato ai topi l’additivo per poi scoprire che la sua assunzione attivava rapidamente il sistema nervoso simpatico, che ha provocato un’impennata di ormoni, tra cui il glucagone, la norepinefrina e un ormone gluconeogenico recentemente scoperto chiamato proteina 4 legante gli acidi grassi (FABP4). Questo a sua volta ha portato i topi a produrre più glucosio dalle loro cellule del fegato, portando a iperglicemia – un tratto distintivo del diabete. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che il trattamento cronico dei topi con una dose di propionato equivalente alla quantità tipicamente consumata dagli esseri umani ha portato a un significativo aumento di peso nei topi, così come alla resistenza all’insulina.

Per determinare come i risultati nei topi potrebbero tradursi in esseri umani, i ricercatori hanno stabilito uno studio in doppio cieco, controllato con placebo che includeva 14 partecipanti sani. I partecipanti sono stati randomizzati in due gruppi: un gruppo ha ricevuto un pasto che conteneva un grammo di propionato come additivo e l’altro è stato dato un pasto che conteneva un placebo. I campioni di sangue sono stati raccolti prima del pasto, entro 15 minuti dal pasto, e successivamente ogni 30 minuti per quattro ore.

I ricercatori hanno scoperto che le persone che hanno consumato il pasto contenente propionato hanno avuto aumenti significativi della noradrenalina così come aumenti di glucagone e FABP4 subito dopo aver mangiato.

Attualmente per la Food and Drug Administration degli Stati Uniti il propinato è un additivo sicuro, tuttavia alla luce delle conclusioni di questo studio potrebbero rendersi necessari ulteriori studi di sicurezza.