Scuola, abolite note e sanzioni disciplinari alle elementari

Stop alle note sul registro e alle sanzioni dispciplinari – dall’ammonimento all’espulsione – alle scuole elementari. È stato approvato oggi alla Camera un emendamento durante la discussione in Commissione sulla proposta di legge per l’obbligo dell’educazione civica, che cancella le punizioni previste da un Regio decreto del 1928. In serata il provvedimento dovrebbe essere votata dall’Aula di Montecitorio e se approvato, passerebbe all’esame del Senato.

L’emendamento approvato abroga gli articoli dal 412 al 414 del Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1297, ancora in vigore per le elementari. Nel Regio Decreto si fa riferimento a mezzi disciplinari “verso gli alunni che manchino ai loro doveri” da “usare, secondo la gravità delle mancanze”: l’ammonizione, la nota sul registro con comunicazione scritta ai genitori, la sospensione (da uno a dieci giorni di lezione), l’esclusione dagli scrutini o dagli esami della prima sessione, l’espulsione dalla scuola con perdita dell’anno. Inoltre, viene “vietata qualsiasi forma di punizione diversa” da quelle indicate nell’articolo 412. Il senso dell’emendamento è quello di puntare a “rafforzare la collaborazione con le famiglie”, estendendo alla scuola primaria il Patto educativo di corresponsabilità valido, al momento, solo per le scuole secondarie, medie e superiori.

Lo Statuto degli studenti e delle studentesse, introdotto nel 1998 dal ministro Berlinguer (modificato successivamente dal ministro Fioroni), prevede che nei regolamenti siano stabilite le sanzioni. Ma non si parla più di punizioni, un concetto sostituito da interventi educativi.

Nel frattempo il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha lanciato una proposta molto provocatoria. Secondo quanto riporta il sito Tecnica della Scuola, il 1° maggio a Tivoli, ha spiegato di essere favorevole non solo al ritorno del grembiule in classe ma anche all’introduzione delle telecamere in classe, non solo negli asili, ma “pure nelle scuole dei gradi superiori, in questo caso per difendere i professori da alunni e genitori imbecilli”.