E se per rinvasare le nostre piante contribuissimo alla distruzione delle zone umide della terra?

Pensereste mai di dare il vostro “contributo” alla distruzione delle zone umide del pianeta rinvigorendo i vostri gerani o le vostre rose? Probabilmente no ma solo perché non sapete che la torba rimane il terreno principale per l’invasatura delle materie prime venduto ai giardinieri dilettanti (40% secondo le industrie del settore, almeno in Francia, ma è presumibile che anche in Italia funzionino così le cose).
Questa terra, spesso vecchia di migliaia di anni, è riconosciuta per i suoi eccezionali interessi ecologici. In una parola sola per la biodiversità. Non solo, le torbiere limitano le inondazioni trattenendo grandi quantità di acqua. E la distruzione di questo materiale vegetale fossile, composto per il 50% di carbonio, contribuisce al riscaldamento globale. La sua distruzione è un danno gravissimo e assai lungo se si considera che si crea ad una velocità di 1 millimetro all’anno.
In Francia, denuncia il mensile dei consumatori 60 million de consommateurs, la metà delle torbiere è scomparso dal 1950. Oggi, sono sempre più protette e la torba francese rappresenta solo il 4% dei terricci venduti in Francia. In Inghilterra, è già stato annunciato lo stop alla vendita ai privati di questo terriccio entro il 2020.
Ma le importazioni dai paesi baltici continuano a rifornire il mercato. E questo, nonostante l’esistenza di prodotti sostitutivi, a base di fibre di cocco, legno, corteccia…
Bionda o bruna, la torba è ancora il materiale ideale per il giardinaggio: trattiene l’acqua e sostanze nutritive e la composizione fossile non porta patogeni o parassiti. E rimane economica, almeno se non si considera il suo impatto ecologico.
Tuttavia, “le migliori formule” senza torba “raggiungono una qualità abbastanza soddisfacente per l’utente”, ha dichiarato Laurent Largant a 60 million de consommateurs, delegata generale di dell’associazione di categoria francese di questo mercato.
A chi volesse la garanzia di non acquistare un terriccio con torba rimangono due scelte: leggere attentamente la composizione (e fidarsi) o cercare l’Ecolabel che è rilasciato solo ai prodotti senza torba. Questo non è il caso però dei prodotti “organici” poiché la torba è un prodotto biologico per eccellenza.
L’industria sta anche promuovendo la certificazione RPP (produzione responsabile della torba), che garantisce una produzione sostenibile di torba.