Nasce il sistema europeo di contrasto alla contraffazione dei farmaci. Ma in Italia partirà solo nel 2025

Dal 9 febbraio diventa operativo il nuovo sistema Europeo di contrasto alla contraffazione farmaceutica (Emvs). Servirà a bloccare la circolazione di medicinali falsi in 31 paesi, ma non in Italia. Almeno fino al 2025.

Come funziona

Il nuovo sistema, così come racconta una nota congiunta Farmindustria, Assogenerici e Aip, è basato sull’apposizione di un codice identificativo univoco a barre bidimensionale (Datamatrix 2D). Tutti i farmaci con obbligo di ricetta dispensati nella UE saranno soggetti al nuovo sistema di tracciatura che consentirà la verifica di autenticità da parte del nuovo sistema. Secondo i dati illustrati oggi l’EMVS collegherà 2mila aziende farmaceutiche, circa 6mila grossisti, 140mila farmacie, 5mila farmacie ospedaliere e tutti i dispensatori di medicinali attivi nello spazio economico europeo con l’obiettivo di proteggere i pazienti europei dal rischio di ingresso di farmaci contraffatti nella catena di approvvigionamento legale (Secondo la Commissione Ue, il dato si aggira attorno allo 0,005% dei medicinali circolanti in Europa).

Perché non in Italia

Per il nostro Paese, la nuova disciplina tuttavia non entra in vigore in considerazione della proroga al 2025 concessa all’Italia, assieme a Belgio e Grecia, in quanto Paesi dotati di un preesistente sistema, in Italia il cosiddetto bollino autoadesivo. Si tratta di bollini stampati su un supporto a tre strati in cui è riportato il codice che individua la numerazione progressiva, la denominazione del medicinale e il titolare dell’autorizzazione.  Farmindustria, Assogenerici e Aip spiegano: “Le imprese del farmaco che producono nel Paese ed esportano per oltre il 70% hanno già adeguato con spirito di collaborazione le loro linee produttive al nuovo sistema per rispondere alle richieste del mercato europeo. In ogni caso, la filiera farmaceutica in Italia ha da tempo avviato un tavolo per costituire l’ente (National Medicines Verification Organization – NMVO) che dovrebbe operare a livello nazionale previsto dalla normativa comunitaria. Le aziende produttrici del nostro Paese sono già da tempo pronte – grazie all’impegno profuso negli ultimi tre anni – qualora il Governo dovesse optare per una immediata operatività del sistema anche sul nostro territorio”.