Spreco alimentare, 12 miliardi di euro l’anno nella pattumiera di casa. Le dritte per risparmiare qualcosa

Close-up of a woman sweeping the leftovers from a meal into a blue garbage bin. AdobeRGB colorspace.

Il 5 febbraio è la giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Anche quest’anno i numeri sono impressionanti: secondo i dati raccolti da Waste watchers e Last minute market, gli italiani sprecano 15 miliardi di euro in cibo, di cui l’80% in casa.

Secondo Filiera Italia, associazione di categoria del reparto agroalimentare, “C’è ancora molta strada da fare in termini di informazione e sensibilizzazione sul tema dello spreco alimentare. Una recente indagine afferma che la totalità del cibo che finisce nella spazzatura, solo in Italia, sarebbe sufficiente  a sfamare 44 milioni di persone. Una “famiglia tipo” italiana ogni anno butta cibo per un valore di 450 euro a nucleo”.

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La giornata è stata ideata ed istituita dal Ministero dell’ambiente in collaborazione con la campagna Spreco Zero e Università di Bologna – Distal. E proprio Last minute market, lo spin off dell’Università di Bologna da cui tutto è partito, compie vent’anni. La crisi economica era lontana, la povertà relativamente ridotta, la pressione ambientale ancora poco sentita, lo spreco alimentare un fenomeno quasi sconosciuto”, spiega Andrea Segrè, allora docente di Economia Agroalimentare, ideatore e fondatore, “Dal 1998 – ricorda ancora Segrè – assieme a un gruppo di giovani studenti abbiamo studiato lo spreco alimentare come occasione di riscatto, promuovendo il dono come valore di relazionale fra chi ha un’eccedenza alimentare e chi soffre una carenza nutrizionale. Con i primi tentativi di applicazioni abbiamo capito che coniugare la solidarietà sociale con la sostenibilità ambientale ed economica – producendo meno rifiuti e riducendo i costi dello smaltimento – era possibile grazie a un sistema efficiente nell’uso delle risorse naturali ed economiche e rispettoso delle “risorse” umane. Un modello win win nel quale “vincono” tutti, donatore e donatario insieme all’ambiente”.

Cosa possiamo fare in casa

Innanzitutto cercare di buttare meno. A volte questo è possibile anche dopo la “scadenza” e senza rischi. Se sull’etichetta leggiamo da consumarsi entro siamo in presenza di un prodotto che potrebbe risultare dannoso per via della proliferazione batterica se consumato oltre la data indicata. Se, invece, leggiamo da consumarsi preferibilmente entro dobbiamo interpretare la data entro la quale la qualità, il gusto, la fragranza e le caratteristiche nutrizionali si mantengono inalterate. Oltre il cibo può essere consumato senza problemi per la sicurezza ma potrebbe non avere più le stesse caratteristiche di gusto. Un esempio, in questo senso sono la pasta o il miele dove non si incorre in problemi mangiandoli qualche mese dopo la scadenza, se ben conservati.

Per non sprecare, dunque, proviamo a vedere quali cibi si possono mangiare anche “scaduti” e quali invece è opportuno gettare.

ALIMENTOSCADENZACHE COSA SUCCEDE DOPO
FINO A QUANDO SI PUÒ CONSUMAREDOVE CONSERVARLO
LATTE6° giorno successivo a quello del trattamento termicoImbevibile: alterazioni microbiologiche portano a un rapido deperimentoNon oltre la scadenzaNel frigo tra 0 e 4°C
YOGURTentro 1 meseDiminuiscono lattobacilli e probiotici. Decadimento nutrizionale2-3 giorni dopo la scadenzaIn frigo non sopra i 4°C
PROSCIUTTO AFFETTATOCotto: 20 giorni Crudo: 4 mesiAlterazioni biochimiche e microbiologiche lo rendono immangiabile1-2 giorni dopo l’apertura della confezioneTra 4 e 8°C
PASTA SECCA2 anniEssendo la scadenza così lunga, pochi giorni in più non sono rilevanti1-2 mesi oltre la scadenza se il prodotto è ben conservatoA temperatura ambiente, ma al riparo dall’umidità
BIBITE18-36 mesiEssendo la scadenza così lunga, pochi giorni in più non sono rilevantiQualche meseA temperatura ambiente – ma mai esposte al sole – o in frigo
BISCOTTI SECCHI1 annoEssendo la scadenza così lunga, pochi giorni in più non sono rilevantiPossono essere conservati più a lungo ma perdono fragranzaA temperatura ambiente, ma al riparo dall’umidità
TONNO IN SCATOLA5 anniEssendo la scadenza così lunga, pochi giorni in più non sono rilevantiQualche meseA temperatura ambiente; poi in un contenitore, meglio se di vetro, in frigo
UOVA28 giorni dopo la data di deposizioneIl guscio è permeabile e possono contaminarsi. L’antibatterico avidina perde efficaciaNon oltre la data di scadenzaTra i 4 e gli 8°C
SURGELATI3-6 mesi per prodotti pronti; 6-12 mesi per carne e pesceNulla se resta surgelatoSe conservati correttamente anche oltre la scadenzaIn freezer a circa -18°C
OLIOtra i 6 e i 18 mesiIl rischio è solo di perdere il gusto e il valore nutrizionaleQualche meseIn bottiglie trasparenti al buio. La temperatura ideale è 14-15°C