“Al mio cane gli do…” 8 regole per scegliere cosa mettere nella ciotola

Ultima arrivata è nientemeno che Amazon, che con il suo marchio Solimo si è tuffata nel redditizio mercato del cibo per animali. Ma le aziende che competono in questo settore sono davvero tante, con una miriade di prodotti pensati – almeno così promette l’etichetta – per tutte le età, tutte le taglie, perfino per le patologie che i nostri amici quattrozampe hanno o potrebbero avere. Eppoi vuoi non soddisfare anche le convinzioni dei compagni a due zampe? Ecco allora le proposte di linee Grain free (l’equivalente dei prodotti gluten free per noi), vegetariane…

Viene, legittimamente, il dubbio che a tanta varietà non corrispondano prodotti così diversi e sempre ben bilanciati. E che non sia meglio tornare alla vecchia ed economica abitudine della ciotola frutto degli avanzi della nostra cena.

Per capire meglio, senza condizionamenti pubblicitari, le regole che non dovremmo dimenticare per la salute dei nostri cani, il Salvagente ha chiesto l’aiuto del professor Alessandro Gramenzi, docente di Alimentazione animale della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo.

SECCO O UMIDO?

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“Iniziamo subito col dire che il cibo industriale, crocchette o bocconcini, rappresenta un alimento completo per il nostro amico a quattro zampe. Tra i due prodotti, c’è una differenza di sostenibilità economica nel senso che il cibo secco permette di saziare il cane con meno prodotto a differenza di quello umido che è composto da una grande quantità di acqua”.

SCEGLIERE IN BASE ALLA TAGLIA?

Per alimentare correttamente il nostro animale dobbiamo necessariamente conoscere il suo peso. “Le differenze principali – spiega il professore – hanno a che fare con la taglia del cane considerando che ci sono cani adulti di che pesano tra i 3 e i 5 kg e animali di taglia gigante che arrivano a pesare anche 60 kg. È impossibile immaginare che i due – seppur entrambi cani adulti – abbiano le stesse esigenze nutrizionali”. D’altronde chi è esperto di crocchette & co. sa benissimo che il mercato offre un’ampia gamma di prodotti che si distinguono proprio sulla base dell’animale che dobbiamo alimentare.

COSA CONTROLLARE IN ETICHETTA

Ovviamente non solo su quello. Se ci limitiamo all’analisi dei prodotti industriali, ci sono crocchette che presentano un maggiore contenuto di proteine di origine animale accanto ad altre dove i cereali sono presenti in maggiore concentrazione. Districarsi non è semplice. Spiega il professore: “Sulle confezioni del pet food troviamo numerose informazioni, tutte ugualmente importanti che andrebbero lette con grande attenzione. Tuttavia ce ne sono alcune che sarebbe opportuno non sottovalutare prima di acquistare una crocchetta per il nostro amico a quattro zampe, quali la lista degli ingredienti, la percentuale di proteine, grassi, fibra e ceneri”.

PRIMA DI TUTTO LE PROTEINE

Andiamo con ordine e cerchiamo un metodo che ci consenta di esaminare le confezioni senza errori. Partiamo dalla lista degli ingredienti utilizzati ricordando che è in ordine decrescente di quantità: per fare una scelta giusta dobbiamo assicurarci che la prima a essere citata sia una proteina di origine animale. Se troviamo, quindi, un prodotto per cani (che è, ricordiamolo, un animale carnivoro) sulla cui etichetta sono elencati i cereali come primo ingrediente, questo ci deve far subito accendere un campanello d’allarme.

POI LE CENERI

In secondo luogo, andrebbe valutato il tenore in ceneri gregge che esprime la percentuale di sostanze inorganiche (minerali) presente nell’alimento: meglio sia compresa tra il 6 e l’8%. “Un valore più alto potrebbe essere un indicatore indiretto di scarsa qualità degli ingredienti di origine animale utilizzati” ci tiene a precisare Gramenzi. Per quanto riguarda, poi, la percentuale di proteina greggia, un valore corretto indicativo è tra il 26 e il 28 per cento. Fibre e grassi, infine, dovrebbero essere compresi, rispettivamente, tra 1,5 e 3 per cento e 16 e 18 per cento.

CON O SENZA CEREALI

Discorso più complesso per i cereali che non è detto non debbano comparire affatto nella ricetta. Spiega Gramenzi: “La presenza di amido nella crocchetta è imprescindibile anche da un punto di vista tecnologico. Ovviamente non deve essere contenuto in quantità eccessive in quanto il cane, animale carnivoro, avrebbe difficoltà digestive. Anche quando in etichetta troviamo il claim ‘grain free’ (senza cereali), non significa che stiamo acquistando un cibo senza amido: in questo caso nella ricetta è stata utilizzata la patata o la tapioca come fonte di amido”.

ALMENO DUE PASTI AL GIORNO

Ma quante volte nell’arco della giornata possiamo proporre del cibo al nostro cane? “Il nostro amico – spiega Gramenzi – va alimentato almeno due volte al giorno: meglio preferire più pasti poco voluminosi soprattutto se l’animale è di taglia grande”. Sulle quantità, un valido aiuto può arrivare dalle confezioni di crocchette dove, in funzione delle caratteristiche nutrizionali dell’alimento, troviamo indicazioni chiare riguardo la quantità di alimento con la quale riempire la ciotola.

E IL FAI DA TE?

E chi sceglie il fai-da-te? Gramenzi è categorico: “L’alimentazione casalinga non può essere basata sugli avanzi della tavola. L’apparato digerente del cane è completamente diverso dal quello umano. Quindi deve essere preparata con determinati criteri, avendo cura di includere tutti i principi nutritivi essenziali per il cane, escludendo alcuni cibi pericolosi. Per questi motivi è fondamentale il ruolo del medico veterinario che con le proprie competenze è in grado di formulare una razione casalinga corretta e bilanciata”.