Olio, ecco chi (e cosa) minaccia l’extravergine italiano

Le frodi, la miscele estere ma anche le gelate e la Xylella sono le minacce principali dell’olio extravergine di oliva italiano. Ieri i gilet arancioni a Bari oggi i “giacconi gialli” della Coldiretti a Roma hanno manifestato per chiedere al governo un piano olivicolo nazionale e misure “SalvaOlio” contro la contraffazione.

La campagna 2018-2019, complici le avversità atmosferiche e l’epidemia in Puglia di Xylella che ormai ha contagiato 700mila ettari di uliveti, è sicuramente tra le più “povere” di sempre: 264mila tonnellate è la stima della produzione italiana, secondo Ismea, con un diminuzione del 38% rispetto alla campagna precedente. Dato vicino ai minimi storici anche se  lontano dal record negativo del 2016 che vide una produzione di 182mila tonnellate.

E con il crollo dei raccolti, spiega Coldiretti, nel nuovo anno le importazioni di olio di oliva dall’estero sono destinate a superare abbondantemente il mezzo miliardo di chili con il risultato che sul mercato nazionale più di due bottiglie di olio di oliva su tre conterranno prodotto straniero. Il rischio per i consumatori, denuncia la Coldiretti,  è che nelle bottiglie di olio, magari vendute sotto marchi italiani ceduti all’estero o con l’etichetta delle grande distribuzione – sottolinea Coldiretti – si trovi prodotto straniero tunisino, spagnolo o greco.

Il ministro Gian Marco Centianio ha assicurato che in tempi brevi ci sarà un decreto ad hoc per contrastare l’epidemia di Xylella.