Vino, 334mili litri sequestrati. Più bottiglie “tagliate” nel Lazio e al Nord

334mila litri di vino sequestrato, per un valore pari a 276mila euro. Questi risultati della “Campagna di Controllo Vino 2018” dei Carabinieri per la tutela Agroalimentare, che hanno riscontrato in giro per l’Italia frodi e irregolarità di vario tipo.

Luigi Cortellessa, colonnello alla guida del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare (Ccta) spiega al Salvagente: “Abbiamo riscontrato soprattutto mancanza di tracciabilità, laddove dovendosi offrire un prodotto dop o igp non si aveva invece la certezza della provenienza secondo il discliplinare, ma al contrario c’era la certezza che c’era una cosa per un’altra”. Pur mantenendo il riserbo riguardo le tipologie di vino più “tagliate” con uve meno pregiate, il colonnello specifica: “Abbiamo riscontrato più frodi nel Lazio e nell’Italia settentrionale. Non sappiamo con quali uve vengono mescolati i vini, abbiamo sequestrato proprio perché non si sapeva”. E le bottiglie sequestrate riguardano anche “aziende che fanno produzione industriale nei supermercati”. Rispetto ai controlli dello scorso anno, però, Cortellessa aggiunge: “C’è stato un miglioramento, gli imprenditori sono più attenti, c’è una maggiore regolazione.

I numeri

Gli accertamenti presso aziende e punti vendita del settore sono stati effettuati dal 25 novembre al 15 dicembre 2018, sul territorio nazionale, dai 5 Reparti CC Tutela Agroalimentare (RAC) di Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina, con il concorso di alcuni Gruppi Carabinieri Forestali arealmente competenti. L’attività ispettiva ha consentito di conseguire, complessivamente, i seguenti risultati:

  • 90 aziende controllate;
  • 4 persone deferite all’A.G.;
  • 590 litri di vino e 500 litri di liquori a base di alcool sottoposti a sequestro penale;
  • 410 litri di vino e 323.300 litri di mosto sottoposti a sequestro amministrativo
  • 15 sanzioni amministrative elevate per un importo totale di euro 795;
  • 9 diffide irrogate per irregolarità accertate.

Le violazioni di natura penale hanno riguardato frodi nell’esercizio del commercio (artt. 515 e 517 bis C.P.).

Le sanzioni ed i sequestri di natura amministrativa hanno, invece, evidenziato irregolarità concernenti, in particolare:

  • la mancata tracciabilità;
  • la mancanza di etichettatura e presentazione;
  • l’inosservanza degli obblighi in materia di registrazione dei prodotti ad uso enologico;
  • le pratiche leali di informazione al consumatore.