Ora c’è anche il gruppo whatsapp del condominio. Ma ha valore legale?

Nel nostro palazzo un gruppo di famiglie ha attivato un gruppo whatsapp condominiale. Ma che senso ha usare un social se, come sembra, non ha alcun valore legale?

Elena S., Roma

Cara Elena, nella nostra rubrica Salvacondominio non avevamo ancora affrontato questo argomento, ma sono sempre più numerosi gli amministratori e i condomini che organizzano chat comuni su whatsapp per scambiarsi informazioni, confrontarsi prima delle assemblee, proporre e discutere questioni da mettere all’ordine del giorno. Si tratta di un mezzo veloce e facilmente accessibile per coordinarsi o per segnalare eventuali problemi di amministrazione e di gestione, che però va usato in modo appropriato, altrimenti può rappresentare un rischio. Primo fra tutti, quello di peggiorare i rapporti tra vicini di casa e tra amministratore e condomini, spesso molto precari e per questo a volte poco facilitati dall’uso di un mezzo social e multigenerazionale, che però richiede un uso sapiente e diplomatico della comunicazione scritta e immediata.

Ma chi può creare un gruppo whatsapp condominiale? Il servizio può essere attivato dall’amministratore, preventivamente autorizzato dall’assemblea, o da parte di un gruppo di condomini. In ogni caso, occorre acquisire preventivamente l’autorizzazione di tutti i partecipanti al gruppo, mentre le informazioni devono essere trattate nel rispetto della riservatezza della privacy di ognuno. Bisogna ricordare comunque che il social non è un mezzo valido e legale per fare una delega o per esprimere un voto. Né tantomeno per convocare un’assemblea, comunicazione che va effettuata attraverso raccomandata a/r, lettera consegnata a mano o posta elettronica certificata, strumenti che non possono in nessun modo essere sostituiti da un semplice messaggio whatsapp, seppure con doppia spunta blu.