“Tim voleva affibbiare l’Adsl a mia madre di 80 anni”

Caro Salvagente, mia madre, quasi 80 anni, non ha mai acceso un computer in vita sua, quindi aveva un contratto con Tim solo voce, chiamate illimitate verso tutti e cellulari.
Un giorno mi fa leggere una lettera che aveva ricevuto da poco da parte della Tim che proponeva in modo unilaterale un contratto ADSL 7 Mb + Voce ad una tariffa di circa € 40 al mese, e nelle note c’era scritto che se non ci fosse stata nessuna comunicazione da parte dell’utente entro 30 giorni dalla ricezione, il contratto sarebbe stato accettato.
A questo punto visto che nella lettera erano riportati indirizzo e numero verde, ho preparato un fax nel quale chiedevo la disdetta di tale contratto.
L’altro giorno  a mia madre hanno staccato il telefono, e al servizio clienti 187 hanno risposto che il telefono è stato staccato perché richiesto con la disdetta inviata via fax, e la momento dovrà aspettare per il ripristino della linea telefonica.
Quanto tempo dovrà aspettare è piuttosto difficile da sapere perché dopo tre telefonate al 187 ogni operatore ha dato un numero di giorni diverso.

Io mi chiedo a questo punto cosa potrà succedere, e soprattutto se ci verrà richiesto di pagare il ripristino della linea telefonica.

Marco Gazzini

 

Caro Marco, abbiamo chiesto consiglio a Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione di consumatori Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha risposto.

La situazione descritta dal lettore è assai strana: la signora aveva un contratto composto solo dalla linea voce, qualunque variazione sostanziale su tale formulazione, doveva essere fatta facendo sottoscrivere alla diretta interessata, un nuovo contratto.

È assurdo utilizzare il metodo dell’invio di una comunicazione tramite lettera e di legare l’attivazione del contratto alla formula “silenzio –  assenso”: tutto ciò vuol dire che viene imposto un nuovo contratto.

Non si tratta di variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali, cioè oggi paghi 20 e fra trenta giorni pagherai 25 e hai la facoltà di recedere,  si tratta di un contratto completamente diverso nella sua composizione con servizi aggiuntivi quali la linea dati, che non può essere proposto in questo modo ma deve essere sottoscritto.

Purtroppo, il figlio della signora, tratto probabilmente in inganno anche dalla forma della comunicazione, ha commesso l’errore di inviare la richiesta di cessazione del contratto, perché avrebbe dovuto solo manifestare la sua volontà di non accettare quell’offerta e mantenere in essere il suo piano telefonico.

Da qui la cessazione della linea; viste però le circostanze che hanno portato a questo, ritengo sia più che doveroso per Tim cercare di recuperare il numero della signora.

Tecnicamente ciò è fattibile anche se i tempi non saranno brevissimi e bisognerà continuare a pressare e sollecitare Tim affinché ciò avvenga il prima possibile.

Sul fatto poi dell’addebito dei costi di ripristino, non ritengo ne verranno applicati e nel caso contrario, possono essere sempre contestati per quanto sopra esposto.

Una cosa che Tim potrebbe invece fare, nel recupero del numero, è gestire tale operazione, come una nuova attivazione e allora potrebbe attivare un’offerta diversa da quella precedente e non necessariamente migliorativa.

In tale ipotesi, bisognerebbe contestare il “peggioramento” dell’offerta e chiedere che commercialmente venga attivata una qualche forma di bonus che riporti il cliente a pagare quanto tariffato prima di tutta questa incresciosa vicenda.

Visto che però c’è un comportamento poco chiaro e corretto del gestore,  anzi si delineano i contorni di un comportamento fraudolento, suggerisco, fin da ora, di aprire una formale contestazione scritta, nella quale si sollecita il ripristino del numero con la stessa tipologia di offerta e si diffida dall’applicare formulazioni commerciali differenti da quanto precedentemente in essere.

Questo primo passaggio, consente di avviare a seguire, in caso di mancata risposta o risposta non sodisfacente,  anche una procedura di conciliazione, magari paritetica, perché si riducono i tempi e quindi, poter far valere le proprie ragioni in quella sede.

Rimane l’azione compiuta da Tim, che sicuramente noi come Konsumer Italia, provvederemo a evidenziare nella nostra continua attività di tutela dei consumatori, ma suggerisco anche ai diretti interessati di farsi promotori del loro problema e di segnalarlo alla competente Autorità per le Garanzie delle Telecomunicazioni, perché  è necessario far venire alla luce atteggiamenti di questo tipo.