La guerra sporca alla commissione d’inchiesta europea pesticidi

Non è che servissero conferme, almeno dopo le carte di Monsanto Paper che dimostravano il peso della lobby dei pesticidi su scienza e politica. Ma leggere la denuncia su Le Monde di Eric Andrieu, eurodeputato socialista e presidente della commissione d’inchiesta Pest dell’Europarlamento -quella che indaga sulle procedure di autorizzazioni dei pesticidi – è davvero inquietante. Cos’ha confessato Andrieu al più importante quotidiano francese?

“Vediamoci, ma in maniera riservata”

Il primo approccio avviene a giugno, poche settimane dopo aver ricevuto l’incarico. L’eurodeputato riceve una lettera dall’Eppa, società di consulenza che rappresenta in questo caso la Bayer (che, vale la pena ricordarlo, ha acquisito la Monsanto). La proposta è di un incontro riservato con alti funzionari del big dei pesticidi. Un invito insolito e sospetto al quale Andrieu non risponde.

“Abbiamo molti amici”

Passano poche settimane e via mail ariva al presidente della commissione Pest una mail dsempre dall’Eppa. Pascal Michaux e Daniel Guéguen che la Bayer ha stretti rapporti con il mondo politico di Bruxelles e “gestisce gruppi di lavoro che raggruppano vari Stati membri, Commissione europea e industria”. Un avvertimento chiaro, senza dubbio, che però il socialista francese lascia cadere nel vuoto.

Le minacce

I toni si fanno più duri e chiunque sia l’autore, il gioco diventa più pesante. Andrieu trova sul suo tavolo di Bruxelles una mela con la scritta “contengo pesticidi”, il suo assistente riceve chiamate  (da un numero che poi risulta immediatamente disattivato) in cui una donna porta un messaggio secco, in stile mafioso: “Spero stia bene”. . In qualche caso gli si chiede anche come sta la sua famiglia.

Le mani sulle mail

Nel frattempo ci si accorge che alcune mail di Andrieu non arrivano a destinazione. Il filtro, scoperto dai reparti informatici del Parlamento europeo, non è casuale: “Tutti i messaggi contenenti la parola ‘cancro’ venivano inviati a una cartella chiamata ‘glifosato’ e messi nel cestino», racconta Andrieu.

Il progetto di relazione della commissione, in questa atmosfera da noir, vede comunque la luce e verrà messo ai voti il 6 dicembre. E nonostante le pressioni potrebbe rendere più dure le condizioni di accesso dei colossi dei pesticidi al mercato europeo.