La denuncia dei Verdi: “Emendamento a dl Genova aumenta livelli di diossine nei campi”

La toppa sembra essere peggiore del buco. Dopo aver assicurato di migliorare il decreto Genova che all’articolo 41 innalza fino a 20 volte i livelli di idrocarburi nei fanghi di depurazione usati nei campi agricoli come fertilizzanti, i relatori di maggioranza – 5 Stelle e Lega – hanno presentato un emendamento al famigerato articolo 41 che di fatto non farebbe che peggiorare la situazione, aumentando a dismisura anche i livelli di diossina nei fanghi di depurazione. La denuncia arriva direttamente da Angelo Bonelli, segretario dei Verdi, che già per primo aveva sollevato il caso del decreto Genova: “Una vera e propria e scandalosa sanatoria di diossine, Pcb e licenza d’inquinare è quella prevista dall’emendamento all’art.41 sui fanghi di depurazione, destinati sui suoli agricoli, del decreto Genova presentato dai parlamentari Di Muro e Rospi, M5S e Lega. L’emendamento che i due relatori hanno presentato, per conto del ministro dell’Ambiente Costa, prevede che nei fanghi di depurazione da spargere nei campi ad uso agricolo possano essere presenti  Pcdd e Pcdf (diossine) Pcb (policlorobifenili), Toluene, Selenio ed Ipa (Idrocarburi policiclici aromatici) in quantità elevatissime rispetto a quanto previsto dal Dlgs 152/2006″.

Le colture a rischio

Nel dettaglio, spiegano i Verdi, per il Toluene è previsto un limite di 200 volte maggiore, passando da 0,5mg per Kg a 100, per il Selenio il limite è alzato di 3 volte e passa da 3 mg per kg a 10, per i Pcb passa da 0,06 a 0,08 mg per Kg e viene alzato di 13,3 volte, per i Pcdd/Pcdf (diossine) il limite passa da 10 ng per kg a 25, ben 2,5 volte maggiore. Si autorizza in questo modo ad accumulare sui terreni destinati all’agricoltura diossine, Pcb e microinquinanti tossici trasformando nel tempo quei terreni in aree da sottoporre a bonifica e contaminando le matrici ambientali e la catena alimentare. Le colture più a rischio potrebbero essere quelle di zucchine, melanzane e cavoli.

“Coosta è ministro o notaio di decisioni altrui?”

“Ma il ministro dell’Ambiente Costa – si chiede Bonelli in una nota – fa il ministro o fa il notaio di decisioni e volontà altrui? I parlamentari del M5S sostengono che la legge sui fanghi di depurazione destinati all’agricoltura non prevede limiti per i microinquinanti oggetto del loro emendamento e che loro hanno colmato un vuoto. Non è vero perché valgono i limiti sanciti dalla Tabella 1, all. 5, Titolo V, parte IV del d.lgs. n. 152 del 2006 come ribadito dalla sentenza di Cassazione penale sez. III, 6 giugno 2017 e da Ispra nel documento 228/2015“. E prosegue: “La direttiva europea e la legge sui fanghi non prevede limiti per diossine, Pcb e altri per il semplice motivo che i fanghi di depurazione sono relativi a quelli domestici e che i nostri bisogni non producono né diossine, né PCB o idrocarburi. I microinquinanti si trovano perché nei depuratori va di tutto o quasi e per superare un’emergenza legata alla necessità di smaltire i fanghi si alzano all’inverosimile i limiti per consentirne lo smaltimento sui suoli agricoli. Ricordo che la legge e la direttiva europea prevedono che i fanghi non devono essere dannosi per l’ambiente, la salute  e devono essere concimanti. Qualcuno – chiude amaro – può spiegare come possono essere concimate zucchine, melanzane e cavoli con le diossine?”