Glifosato, la Svizzera verso la messa al bando del contestato erbicida

Il Consiglio nazionale svizzero ha chiesto al Consiglio federale di presentare quanto prima un rapporto sui rischi del glifosato e sulla possibilità di metterlo al bando entro i confini elvetici. Il postulato di Adèle Thorens (Verdi/VD) chiede anche di esporre le alternative all’uso di questo erbicida in funzione del loro potenziale e del loro impatto tecnico, ecologico ed economico.

“Il Consiglio federale è disposto a studiare le opportunità e le modalità di un eventuale divieto progressivo del glifosato” ha commentato il ministro dell’agricoltura Johann Schneider-Ammann aggiungendo, però, che un’interdizione dell’uso del glifosato in Svizzera avrebbe soltanto un effetto marginale sul livello dei residui nelle derrate alimentari disponibili sul mercato elvetico.

Una minoranza considerevole di destra non voleva un rapporto sul tema. “Se non si potesse più usare il glifosato, allora bisognerebbe togliere le erbacce con il trattore, ciò che genererebbe un aumento enorme delle emissioni di CO2″ ha spiegato Marcel Dettling (UDC/SZ) ma gli agricoltori hanno insistito sostenendo che deve prevalere il principio di precauzione, dato che gli erbicidi rappresentano un mercato di circa un miliardo di euro e tali sostanze sono molto apprezzate per la loro efficacia e i loro modici prezzi.

Intanto negli Stati Uniti, il progetto Detox sta lavorando a fianco del produttore dei test sulle strisce, Abraxis Inc., con sede in Pennsylvania, per rendere prontamente disponibili i test dei consumatori per il glifosato. GlyphoCheck ™ no fornirà solo una risposta sulla presenza o meno di glifosato negli alimenti o nell’acqua, ma saprà anche in grado di quantificarne in ppb l’eventuale presenza.