Consumi, la ripresa è lenta e ingiusta: chi è povero resta povero

“La ‘ripresina’ timida e lenta di questi anni pare si stia fermando“, dice Marco Pedroni, presidente Coop Italia, alla presentazione del Rapporto Coop 2018, l’indagine annuale che fotografa i cambiamenti delle famiglie, l’andamento dei consumi e le scelte alimentari degli italiani.
E se la ripresa segna il passo, non c’è da attendersi nulla di buono dai consumi: l’Italia resta fanalino di coda in Europa con una riduzione dei consumi delle famiglie rispetto al 2010 di oltre il 2% (-2,2%). La Germania fa segnare un solido +12,7%, la Francia un +10,2%.

Se questo è il dato complessivo, ciò che lascia davvero l’amaro in bocca è la differenza tra poveri e ricchi: le famiglie benestanti spendono 4 volte di più di quelle a più basso reddito, e una famiglia trentina spende 17.000 euro all’anno in più rispetto a una famiglia calabrese.

Nel nostro Paese, dunque, le disuguaglianze aumentano, il potere d’acquisto delle famiglie è molto lontano dal tornare ai livelli pre-crisi, e i consumi sono sempre più finanziati dal risparmio.
Chi non ce la fa, è spinto sempre più giù.

“Se i vagoni davanti corrono, l’ultimo non è che rallenta, va proprio indietro”, spiega con una metafora Albino Russo, direttore generale Ancc-Coop. Una situazione difficile da cui si deve tentare in ogni modo di uscire.
Da qui le richieste all’attuale Governo di dare al più presto risposte concrete alle difficoltà di tante famiglie italiane. “Occorre assolutamente evitare l’aumento dell’iva – insiste Stefano Bassi, presidente Ancc-Coop – oltre che favorire il reddito della fascia più debole del Paese con serie politiche occupazionali, come la detassazione del lavoro, e un’incisiva lotta alla povertà“.

LA SPESA PER IL CIBO RESTA IRRINUNCIABILE

C’è un primato, comunque, che nessuno riesce a toglierci: l’Italia è prima per spesa alimentare in Europa e nel mondo (19% la quota di spesa destinata a cibo e bevande, il massimo dell’ultimo decennio).
Privilegiati gli acquisti di frutta e verdura, pane e cereali, mentre si rinuncia sempre più a zuccheri e grassi.
Ma il vero boom si registra nel “ready to eat“: i prodotti pronti da mangiare fanno un balzo del 6% e l’e-food è sempre più diffuso, visto che nei primi tre mesi del 2018, 3,5 milioni di italiani (+80% rispetto al 2017) sono ricorsi al food delivery e gli acquisti alimentari on line sono aumentati del 34% nei primi sei mesi dell’anno.