iliad: “Entrare nella telefonia fissa? Ce lo chiedono in molti, è possibile”

Si è fatta attendere un po’, ma in effetti l’ingresso della francese iliad in Italia è stata un vero e proprio terremoto per il mercato della telefonia mobile italiana. La politica dei prezzi stracciati ha spinto i maggiori rivali a correre ai ripari, e più di un milione di italiani a passare all’ultimo arrivato, nonostante l’improvvisa mobilità da un operatore all’altro stia creando code e ritardi nell’attivazione delle nuove schede. Ne abbiamo parlato con Benedetto Levi, amministratore delegato di iliad Italia.

Benedetto Levi, A.D. Iliad Italia

Diversi consumatori in attesa di passare a iliad lamentano un ritardo di diversi giorni nell’attivazione della Sim.
Appena riceviamo la richiesta di portabilità la mandiamo all’operatore di provenienza che purtroppo non sempre dà subito l’autorizzazione per il passaggio. Si tratta di una situazione che naturalmente a noi dispiace molto.

Un bilancio dei primo 100 giorni di attività nel mercato italiano?
Molto positivo. In particolare: per come il nostro arrivo è stato accolto dai consumatori. Quello che osserviamo ad oggi è che sempre più persone tornano nei nostri punti vendita portando amici e parenti. Evidentemente il passaparola funziona perché i consumatori sono soddisfatti e sono la dimostrazione che le nostre promesse di trasparenza e assenza di costi nascosti, vengono rispettate. Molto importante per noi è anche l’ascolto dei suggerimenti degli utenti su come migliorare il servizio.

Possiamo dare qualche numero?
Facciamo parte di un Gruppo quotato in borsa, quindi dobbiamo rispettare certe tempistiche sulle comunicazioni che diamo al mercato. Abbiamo annunciato a metà luglio, dopo soli 50 giorni dal lancio del nostro servizio, di aver raggiunto il primo milione di utenti.

Un trend che si è confermato?
Continua ad andare molto bene.

Puntate sempre solo sulla vendita con i distributori automatici o pensate di aprire anche qualche negozio con personale?
Il personale c’è in tutti i punti vendita. Noi ne abbiamo ad oggi 140 di cui 8 sono iliad store, punti vendita monomarca, mentre gli altri sono iliad corner. La vendita della sim viene fatta attraverso la SIMbox, ma il personale è presente per rispondere alle domande.

Perché non utilizzare il personale per le vendite dirette? Magari per la persona anziana sarebbe più semplice che utilizzare una macchina automatica. 
In realtà abbiamo notato che anche persone anziane trovano questo processo della sim box estremamente facile, chiaro, quasi ludico in certi casi. Poi per qualsiasi domanda c’è il personale di riferimento. In realtà, è proprio una scelta che rispecchia la volontà di rendere tutto più semplice possibile.

iliad utilizza anche telemarketing e venditori terzi per acquisire nuovi clienti?
No, ad oggi abbiamo soltanto la nostra rete di punti vendita, i nostri call center che ricevono chiamate per fare assistenza, ma non fanno chiamate per persuadere le persone a cambiare operatore.

È una scelta precisa o è legata solo alla fase d’ingresso nel mercato italiano?
Una scelta, perché crediamo che spesso sia fastidioso ricevere chiamate indesiderate da persone che vogliono vendere qualcosa.

E magari si evita il rischio che qualche venditore poco onesto prometta qualcosa che non c’è nel contratto.
Esatto. Avendo tutto scritto non c’è il dubbio sulla chiarezza delle informazioni comunicate.

Il vostro ingresso in Italia ha scatenato la reazione della concorrenza, tra abbassamento di tariffe e nuove low cost lanciate da Tim e Vodafone. Ve lo aspettavate?
Immaginavamo che il nostro arrivo avrebbe generato delle reazioni negli operatori storici. Detto ciò, prestiamo poca attenzione agli altri, abbiamo intrapreso una strada decisa prima ancora di lanciarci e continuiamo a seguire quella.

I primi tempi i vostri rivali non sono stati teneri. Tim si è addirittura rivolta al ministro dell’interno, Matteo Salvini, per lamentare la possibilità che un terrorista acquistasse una sim iliad fornendo dati falsi.
Ne hanno provate tante, e spesso purtroppo sono state diffuse informazioni non vere, come ad esempio questa. Le persone che acquistano una sim sulla nostra SIMbox devono tutte registrare un video in cui dicono come si chiamano e dichiarano la propria identità poi verificata insieme alla scansione del documento. La sim viene attivata solo se i consulenti che gestiscono la convalida delle identificazioni confermano che tutto è verificato correttamente, altrimenti  la sim rimane un pezzo di plastica inutilizzabile.

Dopo l’offerta di lancio, oggi Iliad propone una sola tariffa a 6,99 euro al mese. Rimarrà a lungo questa?
Oggi questa tariffa è dedicata a 200mila utenti, consigliamo di iscriversi al più presto, cosa succederà più avanti lo sveleremo a tempo debito. Quello che ci teniamo a sottolineare è che questa tariffa è per tutti, senza costi nascosti, e che il prezzo è garantito per sempre, senza rimodulazioni.

Il “per sempre” delle compagnie telefoniche ha poco valore, visto che possono cambiare tariffa in qualsiasi momento con una variazione unilaterale del contratto… Voi vi impegnate a garantire che a chi ha sottoscritto una tariffa non verrà mai aumentata?
Esatto.

Lo mettiamo a verbale. Invece avete intenzione di differenziare le tariffe in base a diversi target?
Oggi non è nelle nostre intenzioni, abbiamo una tariffa unica, disponibile per tutti, senza mille opzioni e segmentazioni che spesso servono solo a confondere le idee.

Manterrete prezzi comparabili a quelli attuali?
Crediamo che ci sia modo di fornire offerte a prezzi estremamente vantaggiosi, senza costi nascosti, come abbiamo fatto finora. Cosa riserverà il futuro lo scoprirete col tempo.

State pensando di entrare nel mercato del fisso?
Oggi sempre più persone ce lo chiedono, anche sui social network. La nostra priorità resta attualmente il focus sul mobile. Non lo escludiamo per il futuro.