Bollette, tutti vogliono risparmiare ma pochi conoscono le detrazioni fiscali

Tutti i consumatori vogliono risparmiare e tagliare le bollette di luce e gas ma in pochi conoscono l’efficienza energetica e i modi per ridurre il conto. Qualche esempio? Un cittadino su due ignora le detrazioni fiscali previste. E, di fronte alle sempre pressanti esigenze di risparmio, tre su quattro chiedono bollette comprensibili e soprattutto basate sui consumi effettivi. Cresce però la coscienza ecologista, considerato che quasi un cittadino su due sarebbe disposto a spendere di più per un’offerta energetica del tutto o in gran parte rinnovabile.

Gaudioso: “Servono comportamenti ‘rinnovabili'”

Sono questi alcuni dei risultati che emergono dalla consultazione civica promossa da Cittadinanzattiva nell’ambito del progetto “SI(e)NERGIA: cittadini e imprese per la sostenibilità energetica” e presentati oggi a Roma di cui il Salvagente è mediapartner dell’iniziativa. “Non solo le fonti energetiche, ma anche i comportamenti e le scelte dei consumatori dovrebbero essere maggiormente ‘rinnovabili’ – spiega  Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – sulla base di informazioni corrette e di una sempre maggiore consapevolezza per concorrere, in definitiva, al raggiungimento dell’obiettivo 7 dell’Agenda 2030 dell’ONU, volto ad ‘assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni'”. Per raggiungere questo obiettivo “cruciale è il ruolo svolto da tutti gli attori del mercato, dalla classe politica che ne definisce le regole, all’Autorità deputata ad implementarle, agli operatori che non solo devono rispettare queste regole ma anche proporre una competizione su base virtuosa e nel pieno rispetto dei consumatori”.

Sostenibilità energetica: settori e attori

A detta dei cittadini intervistati (2.430), in Italia la sostenibilità energetica riguarda innanzitutto la diffusione sempre maggiore di energia da fonti rinnovabili (63,3%) e l’uso efficiente dell’energia (62,8%); seguono la disponibilità di offerte energetiche innovative (49,5%), l’affidabilità e correttezza dei fornitori (48,2%) e quindi l’accessibilità economica alla fornitura (44%).

Bollette e bonus “incomprensibili” 

A detta degli intervistati, l’accessibilità economica alla fornitura di energia presuppone bollette chiare e facilmente comprensibili (74,1%), agevolazioni/sconti per le fasce più deboli della popolazione (74,7%) e soprattutto la regolare disponibilità di bollette calcolate in base a consumi effettivi, per evitare conguagli e maxi bollette (76,8%). Le principali criticità si riscontrano proprio nella regolare disponibilità di bollette dell’energia calcolate in base a consumi effettivi e non stimati (45,5%), nella insufficiente chiarezza e comprensibilità delle bollette (43,1%), oltre che nella carenza di offerte personalizzabili (41,3%).

Affidabilità del fornitore

Secondo gli intervistati i fattori critici, su cui si gioca l’affidabilità o meno del fornitore, sono proprio la formulazione di offerte chiare e trasparenti (ne è convinto il 54,6% del campione), pratiche aggressive e/o scorrette nell’acquisizione dei nuovi clienti (45,5%), un Servizio Clienti non sempre in grado di rispondere rapidamente (36,8%). Indicazioni che confermano quanto già di dominio delle aziende, consapevoli, come riscontrato dall’indagine, di come le pratiche aggressive e/o scorrette e la formulazione di offerte chiare siano in cima alle attenzioni dei clienti.

Il “Trova Offerte” dell’Autorità? Nessuno lo cerca..

In effetti, siamo di fronte ad un campione di cittadini ancora poco propenso allo switching (luglio 2019), dato che il 59,5% non ha mai cambiato il fornitore di energia elettrica e/o gas. Tra coloro che hanno cambiato fornitore, prevalgono quelli che dichiarano di essersi orientati reperendo le informazioni tramite pubblicità radio/tv/web (21,4%), siti internet non istituzionali di comparazione delle offerte (17,4%), promotori commerciali (16,5%).

Comportamenti efficienti e scelte “rinnovabili”

Quanto i singoli cittadini possono incidere in termini di efficienza energetica con il loro comportamento? Le aziende ci credono molto, assai meno i cittadini che nel 42,6% ritengono che i loro comportamenti possano incidere abbastanza. A conferma di ciò il 46% dichiara di essersi limitati per lo più all’installazione di lampade LED e all’acquisto di elettrodomestici a basso consumo. Dato interessante è che oltre il 50% dei cittadini ignora le detrazioni previste per l’efficientamento energetico. Di contro però, sembrerebbe farsi spazio una coscienza ecologista almeno tra quelli che si dichiarano interessati a conoscere la provenienza dell’energia utilizzata (67,8%) e a sottoscrivere un’offerta per la fornitura di energia prodotta esclusivamente o in maggior parte da rinnovabili, anche se non dovesse essere la più economica (45,6%).