L’invasione silenziosa delle nanoparticelle

Biossido di titanio, diossido di silicio, nero di carbonio, ossido di ferro e ossido di zinco. Sono queste le nanoparticelle che gli svezzeri del mensile “La borsa della spesa” hanno trovato in prodotti alimentari, farmaci e creme per il corpo.

Non pensate che la cosa non ci riguardi personalmente, queste piccolissime particelle (dei cui effetti sulla salute si sa ancora poco) sono stati trovate anche in prodotti di uso comune nel nostro paese. Qualche esempio? Nei confetti colorati che tanto piacciono ai nostri bambini, le M&M, e nella crema solare Ambre Solaire di Garnier, giusto per fare due nomi ma la lista è lunga e a breve approfondiamo.

La tossicità

Ma partiamo dalla tossicità. L’effetto delle nanoparticelle se sono ingerite o applicate sulla pelle è ancora tutto da studiare. Tuttavia – come scrivono gli esperti sul mensile – ci sono indizi concreti che conducono alla loro dannosità. Uno studio sui topi da laboratorio ha rivelato un collegamento tra l’ingestione di nanoparticelle di biossido di titanio e lo sviluppo di carcinomi del colonretto. Ha anche dimostrato che queste particelle migrano dall’intestino al sangue, per poi finire nel fegato degli animali.

Facciamo i nomi

I dodici prodotti analizzati contengono tutti nanoparticelle. Per sette di essi, la totalità della sostanza esaminata è nanometrica (MaxwellHouse– cappuccino istantaneo; Ducros – spezie; Lavera – crema solare; Garnier Ambre Solaire – crema solare; Avene – stick labbra; Bourjois – lipstick; Maybelline – eyeliner). Per gli altri cinque la quota di molecole nano varia tra il 6 e il 97% (M&M 34%; Dafalgan – farmaco 33%; Dove – latte per il corpo 6%; Yves Rocher – crema idratante 97%).

Nel dettaglio dei prodotti che troviamo anche nel nostro paese: M&M contengono biossido di titanio come colorante bianco in forma nano; lo stesso biossido di titanio è stato trovato nella crema solare Ambre Solaire; nello stick Avene; nel latte per il corpo Dove. IL nero carbonio è stato, invece, rinvenuto nell’eye-liner di Maybelline e l’ossido di zinco nella crema idratante  Yves Rocher. Se Garnier, Maybelline e Yves Rocher indicano correttamente nella composizione dei cosmetici la presenza di particelle nano, Lavera e Avene mentono al riguardo: non un bel segnale di trasparenza verso i consumatori.