L’inganno dei corn flakes: hanno le vitamine ma ti riempiono di zucchero

Il Beuc, principale organizzazione dei consumatori europei, ha pubblicato oltre 300 fotografie di alimenti provenienti da 11 paesi: tutti cibi, in particolare quelli per bambini specialmente corn flakes, attirano il consumatore con indicazioni nutrizionali o cliam  salutistici anche se poi hanno un alto contenuto di zuccheri, grassi o sale.

Cheerios Miele: in cambio di 9 vitamine? 24 g di zucchero

La ricerca viene rilanciata dal Ctcu, il Centro tutela consumatori e utenti di Bolzano, e mostra come in cambio di una promessa benefica (vitamine, fibre e altri micronutrienti) questi cibi in realtà “nascondono” un carico di sorprese. In particolare i cereali per la prima colazione si danno spesso e volentieri una parvenza più salubre di quanto essi siano in realtà. I Cheerios Miele della Nestlé (per il mercato italiano), ricorda il Ctcu, è arricchito con l’aggiunta di nove vitamine e minerali, come è ben evidenziato sulla confezione. Le indicazioni sulla quantità di zucchero, invece, sono riportate in caratteri minuscoli nella tabella dei valori nutrizionali: nel caso dei Cheerios, il contenuto di zucchero è pari a ben 24,4 g per 100 g di prodotto. Nei Coco Pops della Kellogg’s (per il mercato italiano) il valore aumenta ulteriormente, raggiungendo addirittura i 29 g – ciò nonostante, il produttore mette in risalto sulla confezione l’alto contenuto di vitamine B e ferro (aggiunti).

Il baby food? Ha più grassi del cibo tradizionale

Gli alimenti per bambini, ricorda la ricerca del Beuc, contengono generalmente ancora più zuccheri e grassi dei prodotti tradizionali. I consumatori, aggiunge in una nota il Ctcu, acquistano prodotti che, con una “porzione extra” di calcio, vitamine o minerali, promettono di far cominciare bene la giornata, convinti di fare così del bene ai propri bimbi. Alcuni prodotti lattiero-caseari, ad esempio, vengono arricchiti con l’aggiunta di vitamina D e vitamina B6. Questa escamotage consente ai produttori di promuovere i propri alimenti tramite l’indicazione aggiuntiva di un beneficio supplementare per il sistema immunitario – giacché l’indicazione “contribuisce a un normale funzionamento del sistema immunitario” è autorizzata da un regolamento Ue per entrambe le suddette vitamine. I prodotti lattiero-caseari specifici per i bambini promettono, grazie al calcio aggiunto, di favorire lo “sviluppo delle ossa”. Solo i consumatori molto attenti scoprono, leggendo la tabella dei valori nutrizionali, che in 100 g di un tale prodotto sono contenuti circa 14 g di zucchero.

Oms boccia i cereali da colazione con più di 15 g di zucchero

Nel 2006 la Ue ha emanato un regolamento relativo alle indicazioni salutari da riportare eventualmente sulle confezioni dei prodotti alimentari: esse sono consentite solo se l’effetto benefico sulla salute è stato scientificamente dimostrato. Inoltre, per i prodotti che riportano un’indicazione relativa alla salute, il regolamento prevede l’introduzione di valori soglia per il relativo contenuto di zuccheri, grassi e sale. Fino ad oggi, tuttavia, la Commissione Ue non ha ancora stabilito tali valori, che invece avrebbero dovuto essere adottati già nel 2009. “Chiediamo – precisa Silke Raffeiner, esperta nutrizionista del Centro Tutela Consumatori Utenti – pertanto che i prodotti alimentari con un contenuto di zuccheri, sale o grassi superiore a determinati valori non possano più vantare espressamente i propri vantaggi salutari“.

Aiutano ad orientarsi in questo senso i profili nutrizionali delineati nel 2015 dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, al fine di limitare la pubblicità di prodotti alimentari per bambini che in realtà sono dannosi alla salute. Sulla base di questi profili, ad esempio, non possono più essere pubblicizzati cereali per la prima colazione con un contenuto di zuccheri superiore a 15 g/100 g, né prodotti lattiero-caseari con più di 10 g di zucchero su 100 g di prodotto.