Meno prodotto e peggior qualità allo stesso prezzo. Come ci fregano i big dell’alimentare

Non solo Ferrero. Dopo che aveva fatto il giro del mondo la notizia che la Nutella aveva ridotto la quantità di cacao e nocciole, aumentando lo zucchero, tanto da costringere il produttore italiano a spiegare alla stampa tedesca che di tanto in tanto l’azienda procede a piccole modifiche negli ingredienti senza, tuttavia, alterarne qualità e gusto, ora tocca ad altri big dell’alimentare. Una tentazione, a quanto pare, troppo forte per chi per far crescere i propri guadagni utilizza qualunque arma, anche quelle meno trasparenti.

Il downgrade della qualità

Ed è sempre un’associazione europea a stanarli, la tedesca Verbraucherzentrale che ha monitorato la composizione dei prodotti negli ultimi 9 anni osservando un “grave impoverimento” delle ricette.
Verbraucherzentrale ha rilevato che Mondelēz aveva ridotto la quantità di nocciole nel suo Milka Nussini al 9,5% dal precedente 14% e la crema di nocciola è diventata una crema “alla nocciola”.
Vitalis Fruit Muesli dell’azienda Dr. Oetker contiene più frutta zuccherata di prima, ma la quantità di cereali integrali si è ridotta dal 52% al 47,5%. Non si salva neppure Unilever, che nella sua margarina Rama ha scambiato l’olio di colza con…acqua: la percentuale di olio con omega-3 è scesa al 36% dal 46% iniziale.

La catena tedesca REWE ha tagliato il miele nei suoi cereali di farro soffiato biologici di un terzo, dal 30% al 20%, ma in realtà ha cambiato il nome da “Farro di papa” a “Miele di miele” nello stesso periodo.
La bevanda alla mandorla Provamel di Alpro ha ora quasi un quarto di mandorle in meno rispetto al passato, con un contenuto che scende dal 6,5% al 5%, mentre Kellogg’s ha “drasticamente” ridotto la quantità di nocciole nei suoi Tresor Choco Nut (dal 4,5% di nocciole al 2% attuale). “Anche la percentuale di cioccolato si è ridotta”, ha aggiunto l’associazione dei consumatori tedesca.

La difesa “bizzarra” dei produttori

Verbraucherzentrale, ovviamente, ha chiesto ragione ai produttori che, in sintesi, hanno tutti dichiarato che si tratta di aggiustamenti tecnologici per accontentare i gusti dei consumatori che cambiano. Ragioni “bizzarre” o “forse mezze verità”, secondo l’associazione.
Un portavoce dell’associazione ha dichiarato: “Alcuni dicono che in questo modo ottengono una nuova consistenza o un gusto migliore. Ci sono però casi in cui è molto chiaro che le aziende volevano solo ridurre i costi di produzione, magari diminuendo le nocciole che sono molto costose”.

Meno qualità, meno peso stessa spesa

Come non bastasse, alcuni prodotti hanno subito anche un ridimensionamento di peso. “In almeno cinque casi, i produttori non solo hanno fatto calare la qualità del prodotto, ma hanno anche ridotto il peso.”
Gli esempi non mancano: Milka Nussini, Dr Oeker Vitalis muesli alla frutta, caramelle al cioccolato Arko, muesli alla ciliegia e cioccolato Kölln e polvere di cappuccino Krüger.
“Per lo stesso prezzo, i consumatori dovevano pagare in media oltre il 20% in più per questi cinque prodotti “, ha spiegato l’associazione tedesca.