The Guardian: “Così le multinazionali spiano gli attivisti ambientali”

Diverse multinazionali e grandi società, fra cui British Airways, Royal Bank of Scotland, Caterpillar e Porsche, hanno assoldato agenti di compagnie di sicurezza per spiare gli attivisti che in un qualche modo contrastano i loro interessi commerciali. Lo rivela il britannico Guardian, che ha visto una serie di documenti riservati delle società di intelligence private a cui le aziende si erano rivolte per proteggere la loro immagine.

Il caso più eclatante è quello della Caterpillar, il costruttore americano di bulldozer, che incaricò una società di spiare la famiglia di Rachel Corrie, la giovane attivista statunitense morta nel 2003 a Gaza schiacciata da una ruspa militare israeliana, di marca Caterpillar.

Nel mirino anche Greenpeace

I Corrie avevano lanciato un campagna contro il costruttore. L’attività di spionaggio delle multinazionali è stata compiuta in particolare negli anni duemila. Una delle agenzie coinvolte, la C2i International, era riuscita ad infiltrare due persone che la avvertivano in anticipo delle manifestazioni organizzate contro le multinazionali.

I documenti “visionati” dal Guardian mostrano che la C2i affermava di avere “attività di intelligence in tempo reale” in una serie di campagne ambientali tra cui Greenpeace, Friends of the Earth, gruppi verdi locali a Oxford e “tutti i gruppi anti-aviazione”.

Il campo da golf di Trump

I suoi clienti comprendevano la Royal Bank of Scotland, British Airways e Porsche intorno al 2008. Quell’anno, scrive il quotidiano britannico, C2i offrì i suoi servizi alla società di sviluppo immobiliare di Donald Trump, che stava cercando di creare un enorme campo da golf e costruire un hotel e appartamenti su terreni ecologicamente sensibili in Scozia . C2i ha dichiarato che l’azienda di Trump era “minacciata da un consorzio di attivisti ambientali“. Tuttavia, non è noto se la ditta di Trump abbia assunto C2i. La ditta e C2i hanno rifiutato di commentare al Guardian.