Ue, ok alla deroga: mangime convenzionale in allevamenti bio

Ancora per 13 mesi i produttori europei di carne biologica potranno utilizzare il 5% di mangime non certificato. La Commissione europea ha infatti prolungato la deroga per mangimi per suini e pollame biologici che doveva scadere alla fine di quest’anno. A causa delle scorte limitate, infatti, agli agricoltori biologici è attualmente consentito di nutrire i suini e il pollame fino al 5% di proteine ​​non biologiche, come previsto per legge.

Fino al 31 dicembre 2018

Un funzionario Ue che sta lavorando al dossier per il regolamento bio, ha dichiarato a FoodNavigator: “In attesa di un’approvazione politica delle nuove norme organiche dell’UE da parte del Consiglio e del Parlamento europeo, e al fine di garantire la certezza giuridica per il pollame e il settore suino, la Commissione ha adottato le misure necessarie per adottare un regolamento di applicazione che estenda il riferimento deroga fino al 31 dicembre 2018 “

L’eccezione che diventa regola

 

La fonte a Bruxelles di FoodNavigator ha affermato che le riforme della legislazione sul bio dell’UE consentirebbero anche una deroga, a determinate condizioni, relativa all’uso di mangimi proteici non biologici nella nutrizione di pollame e suini: potrebbero essere utilizzati, a determinate condizioni, fino a cinque anni dopo la data di entrata in vigore della riforma (gennaio 2021), e dunque fino al 2026. se tale mangime non è disponibile nella versione biologica. Rispetto alla deroga dopo il mese di dicembre 2018, “La Commissione ha mostrato la sua disponibilità ad accogliere il settore e ad estendere la deroga quando necessario”, ha detto il funzionario. Si rischia di trasformare così un’eccezione in regola, proprio nel settore del bio normalmente molto restrittivo riguardo alla presenza di materie prime non certificate.

FederBio: Meglio il mangime in conversione

Roberto Pinton, esperto del settore e consigliere delegato di FederBio, commenta: “La deroga è necessaria perché gli allevatori non possono non dare da mangiare ai propri animali, di fronte a un’emergenza. Detto questo, l’Europa deve lavorare ad armonizzare il livello di produzione di sementi bio al fabbisogno necessario negli allevamento bio. Aggiungo che sarebbe molto più logico, in caso di penuria, ricorrere ai mangimi in conversione al biologico, che già vengono coltivati senza pesticidi di fatto, piuttosto che al convenzionale”