Bollette a 28 giorni: pronto lo stop, ma niente rimborsi

La parola fine allo sfregio subito dagli italiani con l’imposizione della fatturazione a 28 giorni per le utenze energetiche e di telefonia, che corrispondono a una ingiustificata 13 bolletta annuale, potrebbe arrivare a breve. Come conferma al Salvagente il primo firmatario dell’emendamento Pd al decreto fiscale, Stefano Esposito: “Abbiamo trovato un accordo col governo e la settimana prossima l’emendamento andrà insieme al decreto al Senato prima, per poi passare alla Camera”. Il nucleo principale del testo riguarda l’obbligo per le compagnie di fatturare mensilmente, pena “una sanzione pecuniaria da 500mila euro a 5 milioni” e il pagamento dell’indennizzo forfettario non inferiore a 50 euro ad ogni utente “interessato dalla illegittima fatturazione”.

Rischi di aggirare la legge

 

Un passaggio dell’emendamento ha destato però preoccupazione tra i consumatori: “I contratti di fornitura nei servizi di pubblica utilità prevedono la cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi, ad esclusione di quelli promozionali a carattere temporaneo o stagionale, su base mensile o suoi multipli”. Una interpretazione spregiudicata potrebbe dare a intendere che presentando delle condizioni tariffarie come offerte “temporanee o stagionali” si potrebbe richiederne il rinnovo con periodicità inferiore ai 30 e aggirare la legge. “È chiaro che fatta una legge si cercano i modi per aggirarla – spiega Esposito – ma il testo dice chiaramente che le promozioni con periodicità inferiore al mese sono possibili se non di lunga durata”. Nel frattempo, aggiunge Esposito, “Noi monitoriamo minuto per minuto, perché siamo ‘vecchi’ in questo ambiente…” alludendo alla possibilità che qualche “manina” inserisca una variazione al testo che lo depotenzi ulteriormente.

Niente rimborsi previsti

Purtroppo, l’emendamento non fa nessun riferimento alla possibilità di rimborsare tutti gli italiani che hanno dovuto pagare la 13esima bolletta per ogni utenza in quest’anno, per quella che come lo stesso ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, definisce una “pratica commerciale scorretta”. Secondo Stefano Esposito, la questione dei rimborsi non può entrare nel testo di legge, ma “Tocca all’Authority occuparsene”. La l’Agcom ha già dichiarato illegittima la pratica mesi fa e ha chiesto al governo sanzioni più dure. Probabile che siano le associazioni dei consumatori, anche questa volta, a portare in tribunale la richiesta di rimborsi.