Tim Prime Go: “Insistete come me e non pagate i 3 euro di disdetta”

Simone C. è un nostro lettore di Roma e dopo aver letto le segnalazioni di altri utenti a cui la Tim ha “appioppato” a loro insaputa – o quanto meno in modo del tutto poco trasparente – l’opzione Prime Go (49 centesimi a settimana per promozioni 2×1 al cinema e telefonate e sms illimitati verso un numero Tim a scelta, del tutto inutile visto che il piano di Simone prevede minuti illimitati verso tutti) ha deciso di inviarci la chat con il Servizio Clienti 119 di Tim la quale ha “risolto” il suo problema.

“Io gabbato da Tim ho deciso di reagire”

Simone è passato a Tim grazie all’offerta Ten Go, che a un costo di 10 euro mensili garantisce telefonate illimitate verso tutti gli operatori mobili e fissi. “Dopo il primo mese mi accorgo che ogni settimana mi vengono addebittati 49 centesimi per servizi che io non ho richiesto e di cui non posso usufruire: il mio piano prevede già minuti illimitati!”. Scopre che per liberarsi di questa opzione Prime Go – che “Tim ha attivato a tutti i clienti a partire da giugno 2016 che hanno sottoscritto un piano tariffario base”, come ha spiegato al Salvagente Valentina Masciari responsabile Utenze di Konsumer Italia – deve pagare 3 euro. Troppo. Simone decide di reagire e contatta il Servizio Clienti. Ecco la conversazione:

“Mi dia il suo codice operatore: faccio ricorso all’Agcom…”

Il nostro lettore in sostanza chiede di passare ad altra tariffa base (Tim Base New) senza l’orpello di Prime Go e senza pagare pure il “fiorino” di 3 euro a Tim per un servizio non richiesto e “appioppato” dall’operatore.

Di fronte all’insistenza dell’operatrice non si dà per vinto e chiede il codice operatore per poter presentare un esposto all’Agcom, l’Autorità garante per le comunicazioni, attraverso il Modulo D.

Nessun ricatto: Simone sta esercitando un suo diritto. Il finale del “film” è quello che si evince anche dalla lettura della chat: cambio tariffa senza pagare “pegno” a Tim. “Fate come me – ci fa sapere Simone – insistete, fate come me non fatevi addebitare i 3 euro!”