Glifosato, il Parlamento Ue ci ripensa: “Sì al divieto ma solo dal 2022”

“Il Parlamento chiede il divieto totale entro dicembre 2022 degli erbicidi a base di glifosato”. Ovvero: secondo l’Assemblea di Strasburgo in agricoltura il RoundUp della Monsanto, ma non solo, potrà essere impiegato per altri 5 anni. Un voto sorprendente se pensiamo che tanto in passato quando l’Europarlamento si è espresso contro il glifosato quanto la scorsa settimana la Envi, la Commissione per la salute e la sicurezza alimentare, aveva votato all’unanimità chiedeva di bandire l’erbicida “probabile cancerogeno” per la Iarc dopo un periodo breve per lo “smaltimento delle scorte”.

Una decisione destinata a pesare

Il voto di oggi potrebbe condizionare il vertice tra gli Stati membri di domani chiamati ad esprimersi sulla proposta della Commissione Ue di ri-autorizzare per altri 10 anni la discussa sostanza per la quale ben 1,3 milioni di cittadini comunitari hanno firmato per la messa al bando.

La decisione votata a Strasburgo chiede alla Commissione il divieto totale entro dicembre 2022 degli erbicidi a base di glifosato e restrizioni immediate sull’uso della sostanza. In il voto in particolare chiede di:

  • Eliminare da dicembre l’uso domestico (in Italia già è vietato l’uso di erbicidi a base di glifosato per usi non professionali) e dentro la fine del 2022 quello agricolo;
  • Le valutazioni dei rischi da parte della Commissione europea devono essere rese pubbliche;
  • Ai paesi membri della Ue che dovranno votare per il rinnovo della licenza del glifosato domani di tenere in considerazione l’orientamento del Parlamento.

Parere non vincolante

La risoluzione ricordiamo non è vincolante per la Commissione ed è stata approvata con 355 voti favorevoli, 204 voti contrari e 111 astensioni. Gli Stati membri dell’Ue voteranno domani la proposta della Commissione per rinnovare l’autorizzazione all’immissione in commercio di glifosato per 10 anni, a partire dal 15 dicembre di quest’anno, data di scadenza della licenza attuale.

In realtà come abbiamo scritto ieri anche il governo italiano, schierato apertamente per il No al rinnovo della licenza, potrebbe ripensarci e votare per una mini-proroga di 5 anni.