Zuppe pronte: spunta il fattore G come glifosato

ZUPPE PRONTE GLIFOSATO

Nel nuovo numero in edicola e in digitale i risultati del test su 12 zuppe pronte: il glifosato spesso si “aggiunge” a legumi, verdure e cereali a uno dei piatti considerati tra i più salutari. Anche bio

Pratiche ed economiche, le zuppe pronte sono sempre più una delle soluzioni usate per risolvere i pranzi fuori casa, specialmente nei posti di lavoro. Una fetta di mercato che in pochi anni ha conquistato circa 30 milioni di fatturato con oltre 4,5 tonnellate vendute ogni anno. Nei banco frigo le accoppiate legumi e cereali oppure legumi e verdure (ma non mancano i mix con le tre componenti) sono tra le più gettonate in un segmento di mercato dove grandi marchi e le insegne private della Grande distribuzione e dei discount fanno a gara per proporre ricette inedite, aggiungendo sempre qualche nuova variante.

A vedere i risultati del nostro test su 12 zuppe pronte con legumi – pubblicati nel nuovo numero del Salvagente in edicola e in digitale (acquista qui) – spesso spunta anche un ingrediente nascosto, come il glifosato, tanto nei prodotti convenzionali che, purtroppo, in quelli biologici. La presenza di pesticidi, seppur spesso in tracce, è quasi una costante e ha caratterizzato i giudizi delle nostre analisi, anche se non mancano gli esempi di prodotti completamente puliti.

Abbiamo testate le zuppe convenzionali e biologiche di:

almaverde bio, carrefour, coop, conad, dimmi di sì, esselunga, euroverde, eurospin, lidl, zerbinati,

Partiamo dal glifosato; l’erbicida più usato al mondo considerato “probabile cancerogeno” dalla Iarc dell’Oms lo ritroviamo nella zuppa Dimmi di Sì Le zuppe fresche zuppa ortolane in quella Conad Zuppa alla toscana (rispettivamente 0,067 e 0,019 mg/kg) e in tracce, sotto la soglia di 0,01 mg/kg considerato una sorta di “zero tecnico” , in diversi altri lotti analizzati. Anche in due zuppe biologiche  – abbiamo rilevato una bassa concentrazione di glifosato, sotto la soglia dello 0,01 mg/kg. La nuova normativa imporrebbe alle aziende bio di intervenire anche quando una sostanza vietata è presente in tracce. Le aziende da noi contattate sostengono che, le loro zuppe non risultano contenere residui e che quindi sono conformi alla vendita.
Gli ingredienti “sgraditi” però non terminano qui. In una zuppa poi le nostre analisi hanno segnalato la presenza di cyfluthrin, un insetticida la cui licenza è stata revocata nel luglio 2021. Vista l’esigua quantità riscontrata (0,002 mg/kg) potrebbe trattarsi di inquinamento del suolo per utilizzi passati piuttosto che di impiego intenzionale. Tuttavia una sostanza vietata in Europa fa capolino nelle nostre zuppe e la dice lunga sulla contaminazione ambientale dei pesticidi in un momento in cui la Ue ha deciso di gettare la spugna davanti agli interessi e alle pressioni dell’agro-industria.
Sotto la lente del nostro laboratorio sono emerse anche tracce di altri pesticidi: nella stragrande maggioranza dei lotti analizzati abbiamo riscontrato presenze di fitofarmaci a bassissime concentrazioni (sotto lo 0,01) ma in alcuni casi – Conad e Euroverde Bontà di stagione zuppa di lenticchie – le “scie” di trattamenti passati arrivano addirittura a 5.

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È bene sottolineare che in questi prodotti, frutto di un mix di materie prime diverse, non esiste un limite di legge complessivo ad esempio alla presenza di glifosato. Né uno per il multiresiduo, ancora non considerato dalle normative europee. Così come è difficile, se non impossibile, risalire alla fonte della contaminazione. Sappiamo, e i nostri esperti lo spiegano nel servizio che andrete a leggere, che i cereali e alcuni legumi sono più esposti ai trattamenti rispetto agli ortaggi. Tuttavia non possiamo attribuire con certezza la fonte della presenza di glifosato o di altre sostanze fitosanitarie.
Di sicuro però questi ingredienti “nascosti” non contribuiscono a confermare l’aura di “naturalezza” e di genuina tradizionalità di cui sono ammantate, anche da un certo marketing, queste zuppe pronte. Da questo punto di vista, poi, va fatta una riflessione sul sale contenuto. L’Oms nelle sue linee guida consiglia di non superare un consumo di 5 grammi al giorno. Controllando le tabelle nutrizionali dei prodotti analizzati è facile scoprire come c’è chi abbonda con la “sapidità”: si va da un minimo di 0,7 grammi a porzione per la zuppa alla toscana di Conad ai 3,4 grammi di Carrefour zuppa toscana ed Euroverde. Ovvero oltre i due terzi di sale consigliato al giorno dall’Oms, mangiando una singola porzione di una di queste zuppe.

Come abbiamo dato i giudizi

La presenza di pesticidi vietati nella Ue al di là delle concentrazioni (riportate in rosso) ha decretato la bocciatura del prodotto con il giudizio di “Scarso”. La presenza di glifosato, sopra lo 0,01 mg/kg, determina un giudizio mai superiore a “Mediocre”, se invece è inferiore il prodotto è penalizzato.
La presenza di più tracce di pesticidi sotto lo 0,01 mg/kg penalizza il giudizio finale. La presenza anche in tracce di fitosanitari nei prodotti bio decreta il giudizio “Scarso”. Limiti di legge: Non sono previsti per le zuppe limiti massimi alla concentrazione dei singoli pesticidi.

Dai pesticidi al sale, le nostre valutazioni

Sono dodici le zuppe pronte che abbiamo portato in laboratorio e sottoposte a uno screening multiresiduale per verificare la presenza di pesticidi e a un’analisi specifica sul glifosato. Completa la valutazione del sale contenuto in una porzione di prodotto. A proposito di porzioni, abbiamo registrato due quantità: un formato da 310 grammi (Dimmi di Sì, Almaverde bio, Euroverde, Carrefour, Eurospin, ViviVerde bio Coop, Zerbinati, Esselunga) e uno più “generoso” da 350 grammi (Conad, Lidl, Coop). Alcune confezioni pesano 620 grammi ma è specificato che contengono due porzioni. Sull’assortimento pure ci sono delle differenze. Noi abbiamo selezionato in supermercati e discount le zuppe pronte che contenessero almeno – tutte – i legumi. In alcuni casi ai fagioli e/o alle lenticchie viene aggiunto il farro o altro cereale, in altri verdure, in altri ancora tanto i cereali che le verdure.

Glifosato
Il glifosato è l’erbicida più usato al mondo, “probabile cancerogeno” per la Iarc dell’Oms e secondo il recente studio pubblicato dall’Istituto Ramazzini di Bologna alla sua esposizione è associata l’insorgenza di leucemia nei ratti di laboratorio in giovane età. Nonostante questo, la Ue ha proceduto spedita nel riapprovare per altri 10 anni l’uso, seppur con paletti già in vigore per altro in Italia da anni. Inutile dire che la scelta di Bruxelles, seppur non avallata dagli Stati membri – che per ben due volte non hanno saputo esprimere una maggioranza per bocciare o promuovere la proposta della Commissione – lascia l’amaro in bocca per un fitofarmaco che la letteratura scientifica negli anni ha stigmatizzato più volte a causa dei pericoli che rappresenta per la salute umana. Il Salvagente tuttavia in virtù del principio di precauzione continuerà a considerare il glifosato un ospite sgradito – così come abbiamo fatto in passato con altri composti che poi sono stati banditi dalle autorità europee – e per questo penalizzeremo i prodotti che lo contengono, al di là della concentrazione. Sopra il limite di rilevabilità tecnica dello 0,01 mg/kg (anche se il nostro laboratorio vede e “quantifica” fino a 0,001 mg/kg) abbiamo rintracciato il glifosato nei lotti Dimmi di Sì e Conad. In tracce, sotto la soglia generalmente accettata come “zero tecnico”, il discusso erbicida è stato rilevato in due zuppe bio e in altre due convenzionali.

Altri pesticidi
Indizi che possono essere stati impiegati trattamenti fitosanitari nelle zuppe analizzate ne abbiamo rilevati parecchi. Nelle schede abbiamo scritto “Tracce”. Emblematico comunque il risultato: due lotti con 5 tracce (Conad e Euroverde, oltre il glifosato) e una zuppa con 4 (Coop). Per ciò che riguarda il profilo di rischio abbiamo riscontrato spesso il boscalid, un fungicida per il quale l’Epa, l’Autorità statunitense di protezione ambientale, parla di “suggestive” prove di cancerogenicità ed è sospettato di essere interferente endocrino dalle autorità europee, e in un caso il Thiamethoxam, insetticida neonicotinoide, ovvero appartenente a quella famiglia di molecole accusate – e in parte messe al bando dall’Unione europea – della moria delle api. In un caso abbiamo riscontrato il cyfluthrin, molecola definitivamente vietata dal 20 luglio 2021 perché non ritenuta più sicura. La concentrazione rilevata – 0,002 mg/kg – lascia immaginare una contaminazione accidentale e non un utilizzo intenzionale. Tuttavia sempre per il principio di precauzione se una sostanza è vietata non vorremmo mai “invitarla” alla nostra tavola. Ulteriore questione: le tracce rilevate nelle due zuppe bio Almaverde e Lidl per le quali vale la stessa riflessione fatta in precedenza ovvero che la nuova normativa imporrebbe delle prescrizioni ai produttori (quarantena delle vendite e accertamenti supplementari) anche quando i tenori sono sotto lo 0,01. Tuttavia dalle loro controanalisi, le aziende escludono qualsiasi tipo di contaminazione. Un’ultima considerazione prima di terminare questo capitolo: per la natura del prodotto analizzato – una zuppa è composta da una serie di ingredienti diversi – è impossibile risalire alla fonte di contaminazione, ovvero capire se siano stati i legumi (e se sì, i fagioli o le lenticchie, per fare un solo esempio) piuttosto che i cereali o le verdure a essere trattati con quella o quell’altra molecola. Rimarremo con il dubbio, consapevoli che a preoccupare non sono tanto le singole – basse – concentrazioni ma il potenziale effetto combinato ancora tutto da analizzare nei suoi possibili effetti sulla salute umana.

Sale
L’ultimo aspetto valutato nelle nostre zuppe è il contenuto di sale per porzione. Per giudicarlo siamo partiti dal presupposto che per l’Organizzazione mondiale della sanità il consumo giornaliero non dovrebbe superare i 5 grammi onde evitare conseguenze nel lungo periodo in fatto di patologie cardiovascolari. Le nostre zuppe sono abbastanza salate. Fanno eccezione Conad (0,7 grammi per 100 grammi di prodotto) e Almaverde bio (1 grammo). Nei casi restanti il contenuto medio è di 2 grammi con punte di 2,77 (Lidl) e i massimi di 3,4 grammi (Euroverde e Carrefour). Queste zuppe, sono dunque ricche di fibra e di proteine vegetali molto utili, ma dovrebbero cominciare a prestare più attenzione a non esagerare con il sale per non trasformare un pasto salutare in uno dei tanti troppo sapidi.

La replica delle aziende: “Prodotti conformi”

Prima della pubblicazione abbiamo condiviso con le aziende i risultati delle criticità riscontrate, ovvero la presenza di glifosato, quando ha superato il limite di rilevabilità tecnica o quando poteva farlo considerando l’incertezza di misura, e quella dei pesticidi, seppur in tracce, nei prodotti biologici. Non tutte le aziende contattate hanno voluto esprimere una loro posizione. Di seguito riportiamo la replica di Dimmi di Sì perché citata poco sopra. Nel numero in edicola trovate tutti i risultati, i giudizi e le eventuali repliche delle aziende.

Da Dimmi di Sì spiegano: “Il sistema qualità interno de La Linea Verde prevede specifiche e puntuali procedure di analisi e controllo, per garantire costantemente la conformità dei prodotti immessi sul mercato e la tutela dei consumatori.
In ordine a quanto emerso dal vostro test su uno specifico lotto, precisiamo che la molecola riscontrata non viene impiegata nelle fasi di preparazione e cottura, e che il profilo analitico emerso (considerando gli ingredienti che compongono la ricetta della zuppa in oggetto), è pienamente conforme alla normativa italiana ed europea. In questo senso non si evidenziano criticità da segnalare. La nostra azienda da sempre persegue l’obiettivo del miglioramento continuo. A tale scopo si impegna propositivamente, tramite le associazioni di categoria e il proattivo confronto con gli enti preposti, a innovare e promuovere pratiche di coltivazione sempre più sostenibili per tutte le parti coinvolte, dagli agricoltori ai consumatori. Nei tavoli tecnici sia a livello italiano che a livello europeo il tema ‘glifosate’ è uno dei focus più dibattuti negli ultimi anni, su cui con il contributo di tutti auspichiamo prossime ulteriori evoluzioni, utili ed efficaci”.

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