Glifosato, la Francia tentenna: verso il sì alla ri-autorizzazione?

Una mossa ambigua compiuta dalla Francia nei giorni scorsi potrebbe cambiare il quadro in vista del 5 ottobre quando gli Stati membri avvieranno la discussione sulla proposta della Ue di autorizzare per altri 10 anni l’uso del glifosato, l’erbicida più usato al mondo sospettato di essere cancerogeno per la Iarc. La Francia dapprima schierata per il No alla ri-autorizzazione ha assunto in pochi giorni un atteggiamento che suona come una sorta di ammorbidimento della posizione di Macron: a seguito delle proposte degli agricoltori a Parigi e in un quadro di sostanziale “solitudine” delle posizioni in Europa, l’esecutivo francese ha annunciato un piano di uscita dal glifosato da “qui entro la fine del quinquennio“, lasciando presagire che se in sede europea si scendesse da 10 a 5 anni per la nuova licenza del principio attivo del RoundUp della Monsanto Parigi non salirebbe sulla barricate.

La Germania in mezzo al guado

A chiedere tempo e sopratutto un compromesso sono paesi anche come la Germania che, fresca di voto ma senza ancora un governo, si trova in mezzo al guado: frau Merkel con quale coalizione si presenterà a Bruxelles il 5 ottobre? Se è vero che Berlino è interessata a favorire il rinnovo dell’uso del glifosato, la dote che Monsanto porterebbe nel matrimonio con la teutonica Bayer, è pure vero che le posizioni dei partiti tedeschi su questa vicenda è variegata, con la Spd che uscirà dalla “grosse koalition” e quindi sarà interessata a mettere i bastoni tra le ruote al cancelliere Merkel. Analoga impasse in Belgio.

L’Italia verso l’astensione?

L’Italia come ci ha confermato il ministro delle Politiche agricole Martina è propensa per il “No” (così come la Svezia) è pur vero che la parola finale spetta alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin: in un quadro fluido, senza il perno della Francia sul “Sì”, è probabile che andraà verso l’astensione.

Resta da capire cosa succederà il 5 ottobre dove data la confusione in campo c’è da aspettarsi quanto meno un rinvio del voto. Senza dimenticare che se entro il 31 dicembre la Ue non deciderà, il glifosato dal 1° gennaio prossimo verrà automaticamente messo al bando.