Ceta, l’accordo in vigore provvisoriamente ma le proteste non si fermano

Entra in vigore oggi, in via provvisoria, l’accordo di libero scambio Ue-Canada nonostante la maggioranza degli Stati membri, Italia compresa, non abbiano ancora ratificato il trattato. In pratica, da oggi viene abbattuto oltre il 98% delle tasse sulle importazioni e esportazioni di prodotti tra i due i paesi europei e il Canada.

Juncker: “Pietra miliare della politica commerciale Ue”

Per il presidente della Commissione europea, ean-Claude Juncker, il Ceta rappresenta una pietra miliare della politica commerciale dell’Ue: “L’accordo rispecchia perfettamente la nostra idea di politica commerciale: uno strumento atto a stimolare la crescita che apporta benefici alle imprese e ai cittadini europei, ma in grado anche di trasmettere i nostri valori, di gestire correttamente la globalizzazione e di plasmare le regole del commercio globale. L’approfondito controllo parlamentare cui l’accordo è stato sottoposto testimonia il crescente interesse dei cittadini nei confronti della politica commerciale. Gli intensi scambi che hanno caratterizzato l’intero iter dell’accordo attestano la natura democratica del processo decisionale europeo. Auspico che gli Stati membri conducano una discussione approfondita nel contesto dei processi di ratifica dell’accordo in corso a livello nazionale. Per le nostre imprese e per i nostri cittadini è giunto il momento di cogliere tale opportunità; ognuno deve poter constatare che la nostra politica commerciale è in grado di apportare vantaggi concreti per tutti”.

I contrari: meno tutele per i cittadini

La mancata ratifica del trattato da parte della maggioranza degli Stati membri, tuttavia, non è un caso. Il Ceta, infatti, non raccoglie il favore della società civile che vedono in questo accordo un abbassamento non solo della qualità dei prodotti ma anche delle loro tutele. In particolare, nel Ceta il principio di precauzione, che protegge i cittadini europei rispetto ai possibili rischi causati dall’immissione nel mercato di prodotti e servizi, non sia né esplicitato né affermato con la stessa forza contenuta nei trattati europei, inficiandone, di fatto, l’efficacia.

Twitter storm in tutta Europa

E le proteste non si sopiscono affatto con l’entrata in vigore provvisoria del trattato anche perché nel nostro paese il 26 settembre è calendarizzata la discussione in aula al Senato. Anzi. A partire dalle 12 di oggi è previsto un twitter storm in tutta Europa: le principali organizzazioni della società civile, dei produttori e dei consumatori, oltre alle organizzazioni sindacali chiederanno ai membri del Senato italiano di sospendere la ratifica del Ceta, riaprire un dibattito più ampio nel Paese, anche in attesa del pronunciamento della Corte europea di Giustizia, e di affidare eventualmente la decisione al prossimo Parlamento, ormai alle porte. #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato sono i tre hashtag che verranno sostenuti anche dalle reti europee per chiedere ai senatori italiani una prova di saggezza e di rispetto dei tempi e dei modi della democrazia.