Ogm in Italia: pochi ma ancora presenti nei nostri cibi

Per il secondo anno consecutivo il ministero della Salute ha concluso il piano di controllo nazionale sugli Ogm. E ha pubblicato i risultati delle analisi condotte nel 2016 dagli Istituti zooprofilattici e dalle Arpa su circa 800 campioni relativi all’alimentazione umana. In particolare sono stati campionati prodotti trasformati e materie prime principalmente a base di mais, di soia e di riso. 579 campioni erano prodotti convenzionali e 103 biologici.

Cosa dicono queste analisi? Vediamo in dettaglio quelle relative agli alimenti convenzionali.

Integratori e latti vegetali i più contaminati

 

 

 

 

 

 

 

Appare subito abastanza singolare come siano gli integratori alimentari i prodotti con la maggior percentuale di campioni con Ogm, anche se il numero totale di analisi è molto basso. Cala la percentuale, ma resta fisso a 4, il numero di latti vegetali trovati con Ogm. Va detto che solo in un caso la quota di transgenici ha superato lo 0,9%, quota che obbligherebbe a specificarne la presenza in etichetta. In un caso solo la percentuale era superiore allo 0,9% e il prodotto è stato considerato non conforme. Ovviamente dal rapporto non emerge il nome del prodotto.

La quasi totalità degli Ogm è costituita da soia GM MON 40-3-2 (Roundup Ready) e soia MON89788

Il bio? Pulito. Ma i latti di soia…

Interessante anche la tabella di dettaglio delle analisi sul biologico. Qui, se si esclude una preparazione gastronomica trovata positiva agli Ogm, le contaminazioni si limitano ai latti di soia: 3 su 32 quelli che hanno fatto rilevare organismi geneticamente modificati tra gli ingredienti. E c’è da ricordare che in questo caso nessuna presenza è ammessa dai disciplinari.