Caffè, e ora si scopre che allunga la vita

Ad allungare la vita non è una telefonata – come suggeriva anni fa uno spot di grande successo – ma il caffè. Tre tazzine al giorno, per la precisione. A stabilirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine ed effettuato dai ricercatori dello Iarc (l’Agenzia per la ricerca sul cancro). Uno studio molto ampio e complesso che, in 16 anni di osservazione, ha analizzato i dati di ben 521.330 persone: il campione era composto da soggetti dai 35 anni in su, residenti in dieci diverse nazioni europee (Italia compresa), con differenti abitudini di preparazione e consumo di caffè. Sono state considerate anche le diverse diete alimentari e gli stili di vita.

CONSUMATORI DI CAFFÈ, RISCHIO VITA PIÙ BASSO

Lo scopo della ricerca è stato quello di valutare l’eventuale collegamento tra il consumo di caffè e il rischio di mortalità. E – forse un pò a sorpresa – è stato appurato che chi consuma più caffè si mette al riparo dal rischio di mortalità, soprattutto quello legato alle malattie cardiovascolari e del tratto digerente, rispetto a chi al caffè rinuncia.
Inoltre, con riferimento a un sotto-campione composto da 14.000 persone, è stato possibile anche appurare che gli amanti del caffè presentavano in genere un fegato più sano e un miglior controllo glicemico rispetto ai non bevitori di caffè.

BENEFICI DA ESPRESSO E DECAFFEINATO

I benefici di questa bevanda tanto amata derivano dai suoi numerosi principi attivi, su tutti la caffeina, ma anche anti-ossidanti e di-terpeni, le sostanze legate alla componente oleosa del caffè. La ricerca però è solo osservazionale, per cui, ad esempio, non ha permesso di individuare quali delle sostanze presenti nel caffè siano effettivamente quelle responsabili degli effetti protettivi registrati dallo studio europeo. In ogni caso, i risultati ottenuti suggeriscono che un consumo moderato – le classiche 3 tazzine di caffè al giorno – non solo non sembra farci del male, ma anzi contribuisce a difenderci dal rischio di mortalità.

E non c’è discriminazione tra bevanda e bevanda: i benefici sembrano legati al consumo di tutti i tipi, dall’espresso italiano, al decaffeinato, fino al caffè che troviamo all’estero.

Qualche curiosità: il consumo più elevato di caffè è stato registrato in Danimarca (900 ml/die); quello più basso, con riferimento alle quantità, in Italia (92 ml/die).
Giovane, fumatore, consumatore di bevande alcoliche e di carne è invece il profilo del più forte bevitore di caffè delineato dalla ricerca.