Tonno contaminato da istamina e mercurio non si fermano i casi

Contaminazione da mercurio e avvelenamento da istamina: sul tonno l’allerta resta alta. Dopo l’allarme lanciato dalla Spagna il 12 maggio scorso (150 ricoverati per sindrome sgombroide in pochi giorni) e il ritiro dal mercato – anche da noi – dei tranci a marchio Garciden non si placano le segnalazioni al Rasff, il sistema europeo di allerta rapida, per tranci contaminati. E con essi anche i richiami dei prodotti dal mercato.

Da ultimo quello notificato il primo giugno dal ministero della Salute sul trancio di tonno a pinne gialle decongelato (confezioni da 2 kg circa) prodotto dalla Ittica Zu Pietro Srl per “presenza di istamina superiore ai limiti” con “associazione con episodi di intossicazione nelle regioni Puglia, Basilicata, Lazio e Veneto“. I lotti coinvolti sono due: 753180517 e 753200517.

Le “denunce” al Rasff

Specialmente negli ultimi giorni. Il 31 maggio l’Italia segnala la presenza di mercurio (1,49 mg/kg – limite di legge 1 mg/kg) in filetti di tonno Albacares refrigerati provenienti dalla Spagna. Il giorno prima (martedì 30) il nostro paese segnala il rischio di avvelenamento da istamina sospettato di essere causato da fette di tonno a pinna gialla sottovuoto scongelato (Thunnus albacares): la materia prima proviene dall’Ecuador “via” Spagna. Il 24 maggio tocca al pesce spada: l’Italia sengala la presenza di mercurio (1.59 mg/kg, limite di legge 1 ppm) in lombi refrigerati (Xiphias gladius) provenienti dalla Spagna. Andando qualche giorno a ritroso, ritroviamo sul Rasff il 19 maggio “un focolaio di origine alimentare (sospettata istamina)” causata da tranci di tonno surgelati (Thunnus albacares) provenienti dalla Spagna.

Gli effetti del mercurio….

Il mercurio è molto presente negli alimenti ma la sua forma tossica, il metilmercurio, è riscontrabile a livelli significativi soltanto nei prodotti ittici. Secondo la Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Oms, il mercurio è classificato nel gruppo 3 (non cancerogeno per l’uomo) mentre il metilmercurio è nel gruppo 2B (possibile cancerogeno). È accertata la capacità del mercurio di attraver- sare facilmente la placenta e compromettere lo sviluppo del feto. Questo metallo è tra i principali a destare preoccupazione e per questo fortemente disciplinato dalle normative. Esistono diversi limiti di legge alle concentrazioni: non può superare lo 0,50 mg/ kg nei gamberi e 1 mg/kg nello spada, tonno e verdesca.

…e quelli dell’istamina

La presenza di istamina invece provoca una forma di avvelenamento e si manifesta attraveso la cosiddetta sindrome sgombroide, così definita dalle autorità sanitarie: “si tratta di una patologia simil-allergica risultante dall’ingestione di pesce alterato che contiene istamina. In molti casi la sintomatologia è auto limitante. Sintomi più severi possono presentarsi in soggetti asmatici o allergici in generale”. L’intossicazione da istamina, quindi, è causata dal consumo di pesce crudo mal conservato o semplicemente non più fresco: a causa del deterioramento delle carni, per la cattiva conservazione o semplicemente perchè il pesce è vecchio, si sviluppa il focolaio della contaminazione. Il problema riguarda il tonno e il pesce azzurro, dalle sarde alle palamite, sgombri, tombarelli.